martedì 3 settembre 2013

TOP OF THE LAKE: la miniserie di Jane Campion

 

È probabilmente la violenza sulle donne il tema principale affrontato da Top of the lake miniserie in 7 puntate che porta la firma di Jane Campion che l’ha scritta insieme a Gererd Lee e l’ha girato insieme a Garth Davis ed è andata in onda negli USA sul Sandance Channel, dopo una prima visione al Sundance Film Festival agli inizi dell’anno (ed è stato mostrato anche alla mostra del cinema di Berlino).

Ambientato nella piccola cittadina fittizia di Laketop (in realtà Glenorcy), in Nuova Zelanda, mozza il fiato prima di tutto per l’ambientazione di una natura incontaminata, maestosa e gigante, in cui l’essere umano non è che un microscopico puntino. Qui, Tui (Jaqueline Joe) è una ragazzina che, incinta, dopo aver tentato il suicidio in un lago sparisce dalla tenuta in cui vive con il padre Matt Mitcham (Peter Mullan) e i fratelli, persone violente e dalle attività non troppo legali.  Chi abbia abusato di lei non è chiaro, né dove possa essere finita,  ma ad investigare il suo caso se lo prende a cuore la detective Robin Griffin (Elisabeth Moss, Mad Men), tornata nel paese natio a visitare la madre morente di cancro. Durante le investigazioni, Robin affronterà anche il suo passato, legato anche a Johnno Mitcham (Thomas M. Wright), fratellastro di Tui, con cui intreccia una relazione, e incontrerà un gruppo di donne, che per sfuggire agli abusi nella proprie vite vivono in comunità all’interno di alcuni container presso il lago all’interno di un terreno chiamato Paradise, guidate da una sorta di guru spirituale, GJ (Holly Hunter).

Pieno di sottili riferimenti biblici, la serie, che ha ricevuto critiche in pratica unanimemente positive, colpisce per il profondo senso di calma che trasmette: è una calma feroce che distrugge e rimane indifferente, ma è allo stesso tempo una calma che placa e seda e lenisce ogni ferita. Le tematiche che si intrecciato sono molte: quello della violenza sulle donne appunto (attraverso Tui, Robin, la madre di Robin, le donne guidate da GJ…), ma anche quello della famiglia, dell’infanzia, del potere, del passato… Elementi ricorrenti sono i daini e l’acqua. È una storia di grande suggestione dove l’investigazione della natura umana, parte di una natura più grande, è centrale almeno quanto quello dell’investigazione voluta dalle indagini di polizia.

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