lunedì 15 marzo 2021

EQUINOX: uno Scandinoir sovrannaturale

 

Non mi ha troppo convinta Equinox, che esordisce con una premessa alla The Society, ovvero un gruppo di compagni di scuola parte con un pulmino e svanisce nel nulla, per risolversi in una specie di Stranger Things danese, per il fatto che, se non c’è propriamente un Sottosopra, c’è comunque un mondo altro, mitico, nebbioso, folto di indistinta vegetazione e che provoca paura. È stata prevalentemente accostata a Dark, ma non avendo seguito quest’ultima non ho opinioni in proposito. È la seconda serie danese prodotta da Netflix e afferisce al cosiddetto altgenre noto come “Scandinoir” (e in proposito può essere interessante leggere questo post su Critical Studies in Television).

Astrid (una Danica Curcic molto coinvolgente, che fa trasparire le mutevoli emozioni sul suo volto) è una giornalista radiofonica che un giorno riceve una telefonata da un misterioso ascoltatore che la riporta a quello che era successo quando lei aveva solo 9 anni (e ad interpretarla è Viola Martinsen), dicendole di sapere che cosa era accaduto. Come accennavo sopra, un gruppo di neodiplomati, nel 1999, era partito per una gita e 21 persone erano svanite nel nulla. Solo tre erano tornati. Fra gli scomparsi c’era Ida (Karoline Hamm), la sorella maggiore di Astrid, e lei ora cerca di ricostruire cosa le fosse successo, anche confrontandosi con i propri genitori. Riemergono così prepotenti gli incubi del passato che l’avevano portata per un breve periodo anche in cura presso un ospedale psichiatrico.

Il mistero ruota intorno al culto della dea Ostara, in un cui rituale era stata coinvolta Ida, ed era collegato, senza fare troppo spoiler, in un patto stretto anni prima dalla madre. Questa creazione di Tea Lindeburg, basata su un popolare podcast, spiega a grosse linee il mito della divinità in questione, facendolo sembrare però molto più esotico di quanto non sia. Chiunque abbia visto American Gods, che peraltro le ha dedicato un magnifico episodio (1.10), o chiunque abbia un minimo di familiarità con l’etimologia della parola Easter, Pasqua in inglese, ha familiarità con Ostara. Si fa riferimento all’equinozio di primavera (da cui il titolo) e si usano le uova e l’uomo lepre anche, tutti riferimenti mitologici con cui abbiamo comunque familiarità.

Forse sono io che non ho grande affinità con questo genere di narrazioni, ma non mi ha troppo impressionata. Nel culmine della cerimonia sessuale vera e propria (1.02) quello che ho pensato è stato che in True Blood rituali simili erano usciti più disturbanti e conturbanti. Qui i partecipanti sembravano più zombie che baccanti in preda a un sacro furore. A convincermi è stata solo la palette cromatica.  

Un aspetto interessante che si è affrontato, ma per zigzagare in non si sa bene quale direzione, è il tema della sanità mentale. Quando Astrid da piccola continua ad avere incubi di un mondo alternativo dove sarebbe intrappolata la sorella e dove lei nella dimensione onirica poteva entrare per liberarla, si dubita del suo equilibrio mentale: sua madre le crede (e nella spiegazione finale si capisce il perché), all’insegna del “tu non sei malata, sei speciale” e la spinge anche a suo danno a inoltrarsi in quei territori; il padre al contrario vorrebbe per lei un supporto psicologico e per un periodo viene ricoverata e prende dei farmaci che le impediscono di avere incubi. In ospedale la bimba conosce anche un coetaneo, che si auto-convince di non essere malato finendo male. Quindi ci si pone appropriatamente l’importante quesito di che cosa sia essere sani di mente e che cosa no, ma allo stesso tempo non si abbozza nemmeno una risposta. Anche perché poi la conclusione è decisamente sul terreno del fantastico.

Altro tema che emerge è quello del libero arbitrio e del fato, ma anche qui il discorso è appena abbozzato, e lo stesso dicasi della possibilità di indagare diversi modi di reagire a un lutto, nonostante il buon intersecarsi fra presente e passato. Qualche altro personaggio potenzialmente interessante, oltre alle due sorelle e ai genitori, è stato scartato non appena ha eseguito la sua funzione narrativa, ma le vicende sapevano teleologicamente dove andare a parare e in questo senso non ci si può dire delusi.

Le sei puntate della prima stagione di questo thriller sovrannaturale sono state rilasciate da Netflix lo scorso 30 dicembre.     

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