giovedì 29 gennaio 2026

WEDNESDAY: la seconda stagione

È partita in sordina la seconda stagione di Wednesday (Netflix, rilasciata in due blocchi il 6 agosto e 3 settembre 2025), nonostante l’arrivo del nuovo preside Barry Dort (un gustosamente disonesto manipolatore Steve Buscemi), e un notevole filmato di animazione proprio al rientro in “Una tristezza senza fine” (2.01) in classico stile Tim Burton, che firma la regia di metà delle puntate, ma per fine stagione mi sono dovuta ricredere, perché ha confezionato una storia convincente, ricca di colpi di scena, con due succosi punti di forza, oltre a parlare estensivamente di rapporto madri-figli/e e di identità e storia personale, autenticità e amicizia.

La riapertura vede Mercoledì (Jenna Ortega) ritornare a Nevermore, questa volta con il fratello Pugsley (Isaac Ordonez) a seguito. Ormai è diventata una sorta di celebrità e ha “groupie” a destra e a manca che la adorano e vogliono imitarla. Fra queste, una diventa una vera e propria stalker, Agnes (Evie Templeton), che ha l’abilità di diventare invisibile, e se la protagonista la tratta sempre come una pezza da piedi, alla fine c’è una certa amicizia effettiva e quest’ultima impara ad essere se stessa (tema della stagione). La giovane Addams dal canto suo ha delle visioni che la mettono in pericolo, in particolare crolla a terra e ha una sorta di crisi epilettica dopo aver visto una visione della lapide di Enid (Emma Myers) in un cimitero infestato dai corvi. Morticia (Catherine Zeta-Jones) è preoccupata e nel risolvere i conflitti reciproci, entra in scena anche la nonna Hester Frump (Joanna Lumley), che pure ha un rapporto contrastato con la figlia e vede di miglior occhio la nipote. I conflitti fra le generazioni sono un fulcro significativo, anche nell’ottica dell’adolescenza, della disapprovazione da parte di Hester del genero Gomez (Luis Guzmán) e dei segreti di famiglia pure legati a una zia di Mercoledì, Ophelia (Eva Green), che ci si aspetta abbia un ruolo più significativo in una annunciata terza stagione.

Grazie all’escamotage di farla comparire come fantasma pronto a dispensare consigli, desiderosa anche che la propria eredità spirituale venga ricordata, si è riusciti a tenere nel cast Gwendoline Christie (Il Trono di Spade) nel ruolo della defunta ora ex-preside Larissa Weems, e la trama risulta davvero molto ben costruita nell’intreccio finale di storyline apparentemente disconnesse di vari personaggi, riprendendo sia il passato prossimo di quanto accaduto nella prima stagione che quello remoto con lo storico della famiglia. Pugsley riporta accidentalmente in vita come zombie Isaac Night / "Slurp" (Owen Painter), che, ATTENZIONE SPOILER, si scopre essere lo zio di Tyler (Hunter Doohan) che, come Hyde, tanto peso aveva avuto nella prima stagione, e il fratello della madre di lui, Françoise (Frances O'Connor), lei stessa una Hyde. I due erano molto legati ai genitori di Mercoledì, e in una serie di rivelazioni si viene a scoprire che Gomez aveva perso i propri poteri proprio per il tradimento di Isaac che voleva curare la sorella sacrificando lui.

Una delle puntate più convincenti è stata “Woe Thyself” (2.06), che in italiano è diventata “La tristezza in te”. Peccato che non l’abbiamo intitolata “Freaky Wednesday” e in italiano “Tutto accadde un mercoledì”. “Tutto accadde un venerdì”, “Freaky Friday” in orginale, è un film della Disney del 1976  ̶  che ha peraltro nel cast, oltre a Jodie Foster e Barbara Harris, anche John Astin, che era il Gomez della serie televisiva originaria della Famiglia Addams  ̶  che si basa sullo stesso principio di questa puntata: lo scambio dei corpi, nel film fra una figlia e una madre, qui fra Mercoledì ed Enid. Questo switch inaspettato ha messo in risalto una volta in più la versatilità e vis recitativa delle due interpreti, veramente convincenti l’una nei panni dell’altra, e ha raggiunto lo scopo di questo tipo di storia, ovvero quello di far capire la prospettiva dell’altro dal di dentro, generando empatia. Enid in particolare accusa l’amica di essere troppo autocentrata e non rendersi conto di quello che lei stessa sta passando, e lo stratagemma funziona alla grande per far scoprire alle due ragazze situazioni a cui con altri gusci di carne non avrebbero avuto accesso, e per far notare anche le reazioni diverse che il proprio comportamento elicita negli altri.

Un altro punto di forza è stata la origin story di Mano (Thing in inglese, Victor Dorobantu). L’abbiamo sempre conosciuta così, come una parte di corpo smembrata. Nulla si sapeva della sua identità, a chi appartenesse originariamente. La vediamo anche partecipare a un gruppo di supporto. In una esplosiva, trainante season finale un po’ Frankenstein, un po’ steampunk (2.08, “This Means Woe”, “Guerra, triste guerra”) si scopre ATTENZIONE SPOILER che era la mano destra di Isaac Night (e Thing è l’anagramma di Night), geniale scienziato che era caro amico di Morticia e Gomez, ma che li aveva traditi per salvare la sorella, come accennavo sopra. Voleva sacrificare Gomez che a causa sua ha perso i suoi poteri, ma che sarebbe morto se non fosse intervenuta quella che ora è sua moglie recidendo la mano che, nell’esplosione degli eventi, era diventata autonoma e ha sviluppato nel tempo una sua autonomia, è rimasta fedele agli Addams ed è diventata a tutti gli effetti parte della famiglia. Perfino commovente.

Un ruolo significativo lo ha avuto anche la storia di Enid che è una Alpha, un tipo di licantropo particolarmente potente capace di trasformarsi anche se non c’è la luna piena, spesso obbligato all’isolamento sociale, cosa che porta ansia alla ragazza – e bella metafora di alcune potenziali difficoltà dell’adolescenza. Si sacrifica per la sua amica, e questo apre a succoso materiale già per la prossima stagione che, a questo punto, credo proprio seguirò.  

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