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venerdì 31 maggio 2013

"Morirete tutti": il DISCORSO di JOSS WHEDON ai neolaureati

L’amatissimo autore televisivo Joss Whedon (Buffy, Angel, Firely…), classe 1987, ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Wesleyan University ed è stato chiamato a tenere il tradizionale discorso ai neo-laureati in occasione delle cerimonia di consegna dell’attestato, noto negli Stati Uniti come commencement speech. Lo trovate sotto nel video di YouTube che lo riporta, seguito dalla mia traduzione della trascrizione. In originale la trovate qui (ad esclusione del piccolo passaggio quando si toglie il copricapo, che c’è nel video e ho perciò anche se non c’era l’ho aggiunto io nella versione italiana).  
Mi fa piacere farne un post perché trovo sia stato davvero un gran discorso, un discorso socratico in un certo qual modo, e un discorso in cui mi ritrovo molto. Lo condivido in ogni passaggio. E, forse è anche un po’ assurdo, ma sentirlo in queste occasioni mi rende fiera una volta in più di essere una sua fan.




Discorso per la cerimonia di laurea – sta andando bene – sta andando bene. Grazie Jeanine per… avermelo fatto fare.

Sarà grande. Sarà un buon discorso. Andrà veramente bene.

“Due strade divergevano in un bosco”, e… no. Non sono così pigro.

In effetti sono stato presente a molte lauree. Quando sedevo dove oggi sedete voi, la persona chiamata a parlare era Bill Cosby – il comico Billy Cosby, è stato molto divertente ed è stato molto breve, e lo ho ringraziato per questo. Ci ha lasciato un messaggio che ho veramente portato con me, e che molti di noi non hanno mai dimenticato, sul cambiare il mondo. Ha detto, “non cambierete il mondo, perciò non ci provate”.

Questo è stato quanto. Non se lo è affatto rimangiato. E poi si è lamentato di dover comprare alla figlia una macchina e ce ne siamo andati. Ricordo di aver pensato, “Penso di poter fare meglio. Penso di poter essere un po’ più di ispirazione di così”.

E così, quello che vorrei dire a tutti voi è che morirete tutti.

Questo è un buon discorso per la cerimonia di laurea perché credo che da qui si possa solo migliorare. Può solo andar meglio, per cui va bene. Non può essere più deprimente. Avete, nei fatti, già cominciato a morire. Avete un bell’aspetto. Non capitemi male. Siete giovani e belli. Siete al picco fisico. I vostri corpi sono appena tornati dai campi di sci al vertice della crescita e del potenziale e ora arriva la gigantesca discesa di livello “Black Diamond” fino alla tomba. E la cosa bizzarra è che il vostro corpo vuole morire. A livello cellulare, questo è quello che vuole. E questo probabilmente non è quello che volete voi. 

Mi trovo davanti a molta grandiosa e meritevole ambizione da questo corpo studentesco. Volete essere politici, lavoratori nel sociale. Volete essere artisti. L’ambizione del vostro corpo: pacciame. Il vostro corpo vuole fare dei bambini e poi andarsene nel terreno a fare da fertilizzante. Tutto qui.  Questo sembra un po’ una contraddizione. Non sembra giusto. Tanto per cominciare, vi stiamo dicendo “andate fuori nel mondo!” proprio quando il vostro corpo sta dicendo, “Hey, rallentiamo un momento. Buttiamolo giù”.   

Ed è una contraddizione. Questo è proprio quello di cui vi vorrei parlare. La contraddizione fra il vostro corpo e la vostra mente, fra la vostra mente e se stessa. Penso che queste contraddizioni e queste tensioni siano il più grande dono che abbiamo, e spero di riuscire a spiegarlo.

Ma prima lasciatemi parlare della contraddizione, sto parando di qualcosa che è una costante nelle vostre vite e nella vostra identità, non solo nei vostri corpi, ma nelle vostre menti, in un modo in cui potete o forse non potete riconoscervi.

Diciamo, ipoteticamente, che due strade divergano in un bosco e voi prendiate il percorso meno battuto. Una parte di voi dirà, “Guarda quel sentiero! Laggiù è molto meglio. Ci viaggiano tutti. È asfaltato e in pratica c’è uno Starbucks ogni 40 kilometri Non va bene. In questo, ci sono le ortiche e il corpo di Robert Frost – qualcuno avrebbe dovuto spostarlo – e lo senti strano. E non solo la tua mente te lo dice, è sull’altro percorso, si comporta come se fosse sull’altro percorso. Sta facendo l’opposto di quello che stai facendo tu. E per l’intera vita, farai, ad un certo livello, l’opposto – non solo di quello che stavi facendo – ma di quello che pensi di star facendo. E quello che devi fare è onorarlo, capirlo, portarlo alla luce, ascoltare quest’altra voce.

[Si interrompe, facendo riferimento al tocco che ha in testa ] OK, lo tolgo, altrimenti finisce che viene via in modo drammatico al momento sbagliato. Lo so, ho lavorato molto per sistemarmi questi capelli, per cui dovevo tirarli fuori e mostrarli. [Riprende il discorso]

Avete, cosa rara, quella capacità e responsabilità di ascoltare il dissenso in voi stessi, di dargli almeno la parola, perché è la chiave – non solo per la consapevolezza – ma per la vera crescita. Accettare la dualità è guadagnare identità. E l’identità è qualcosa che ti guadagni in modo costante. Non è solo chi sei. È un processo in cui devi essere attivo. Non è solo fare il pappagallo dei tuoi genitori o dei pensieri dei tuoi colti insegnanti. Ora come non mai è comprendere te stesso in modo da poter diventare te stesso.

Parlo di questa contraddizione, e di questa tensione, e ci sono due cose che voglio dire al riguardo. Uno, non va mai via. E se pensate che realizzare qualcosa, se pensate che risolvere qualcosa, se pensate che una carriera o una relazione acquietino quella voce, non lo faranno.  Se pensate che la felicità sia la pace totale, non sarete mai felici. La pace viene dall’accettare la parte di voi che non sarà mai in pace. Sarà sempre in conflitto. Se lo accettate, tutto migliora molto.

L’altra ragione è perché state stabilendo le vostre identità e le cose in cui credete, avete bisogno di demolirvi nella discussione con voi stessi, perché qualcun altro lo farà. Qualcun altro verrà da voi, e qualunque sia quello in cui credete, la vostra idea, la vostra ambizione, qualcuno la metterà in dubbio. E almeno che non lo abbiate fatto voi per primi, non sarete in grado di replicare, e non sarete in grado di mantenere la vostra posizione.  Se non mi credete, provate a stare in piedi su una gamba sola. Avete bisogno di vedere entrambe le prospettive.

Ora, se lo fate, questo significa che potrete cambiare il mondo? Beh, ora ci arrivo, per cui rilassatevi. Tutto ciò che posso dire riguardo a questo è che possiamo essere tutti d’accordo che al mondo non guasterebbe un po’ di cambiamento. Non so se i vostri genitori ve lo hanno insegnato ma… lo abbiamo guastato. Mi dispiace… è un po’ un casino. È dura uscire là fuori. Ed è un momento strano per il nostro Paese.

La cosa del nostro Paese è che – oh, è bello, mi piace – è che non va forte in contraddizione e ambiguità. Non va forte in questo genere di cose. Gli piace che le cose siano semplici, gli piace che le cose siano incasellate – buono o cattivo, nero o bianco, blu o rosso. E noi non siamo così. Siamo più interessanti di così. E nel modo in cui andiamo nel mondo, capire è avere queste contraddizioni in noi stessi e vederle in altre persone e non giudicarle per questo. Sapere questo, in un mondo dove il dibattito è in un certo modo entrato in disuso per lasciare il posto alle urla e al bullismo, sapere che la cosa migliore non è solo l’idea di dibattito onesto, la cosa migliore è perdere il dibattito, perché significa che hai imparato qualcosa e hai cambiato la tua posizione. Il solo modo per capire veramente la propria posizione e il suo valore è capirne l’opposto. Questo non significa il tipo pazzo alla radio che sputa odio, significa le dignitose verità umane di tutte quelle persone che sentono la necessità di ascoltare quell’uomo. Siete connessi a quelle persone. Loro sono connesse a lui. Non potete scamparne.

Questa connessione è parte della contraddizione. È la tensione di cui stavo parlando.  Questa tensione non è fra due poli opposti, riguarda la linea fra loro, e viene tirata da loro. Dobbiamo riconoscere e onorare quella tensione, e la connessione di cui quella tensione è parte. La nostra connessione non è solo alle persone che amiamo, ma a tutti, incluse le persone che non sopportiamo e che non desidereremmo vicine. La connessione che abbiamo è parte di ciò che ci definisce ad un livello così basilare.

La libertà non è libertà dalla connessione. Gli omicidi seriali sono libertà dalla connessione. Certe grandi compagnie di investimento hanno instaurato libertà dalla connessione. Ma noi come persone non lo facciamo mai, e si suppone che non lo facciamo, e non dovremmo volerlo. Siamo individui, ovviamente, ma siamo più di questo.

Perciò questa è la cosa rispetto al cambiare il mondo. Viene fuori che non è nemmeno la questione, perché non avete scelta. Cambierete il mondo, perché questo è ciò che il mondo in effetti è. Non attraversate questa vita, lei vi attraversa. Ne fate esperienza, la interpretate, agite, e poi è diversa. Questo accade costantemente. State cambiando il mondo. Lo avete sempre fatto, e ora, diventa reale ad un livello in cui non lo era prima.

E questo è il motivo per cui ho solo parlato di voi e della tensione in voi, perché siete -non in un senso da cliché, ma in un senso bizzarramente letterale – il futuro.  Dopo che siete saliti qui sopra [a ritirare la laurea, ndt] e ve ne tornate giù, sarete il presente. Sarete il mondo guasto e l’azione per cambiarlo, in un modo in cui non siete stati prima. Sarete così tante cose, e la cosa principale che avrei voluto sapere e che voglio dirvi è, non siate solo voi stessi, Siate tutti i voi stessi. Non vivete soltanto. Siate quell’altra cosa, connessa alla morte. Siate la vita. Vivete tutta la vostra vita. Capitela, vedetela, apprezzatela. E divertitevi.

Grazie.   

martedì 8 marzo 2011

Il discorso di JOSS WHEDON (del 2006) per Equality Now




In occasione della festa della donna, mi piace condividere un discorso tenuto da Joss Whedon il 15 maggio del 2006, in una cerimonia per Equality Now, un’organizzazione internazionale per i diritti umani che si dedica in particolare ai diritti civili, politici, economici e sociali delle ragazze e delle donne.  Whedon è stato premiato per il suo coraggioso sostegno dei diritti delle donne in un evento intitolato 'On the Road to Equality: Honoring Men on the Front Lines'. Nel video c’è il discorso. Sotto, la traduzione della trascrizione. L’introduzione è di Meryl Streep che ricorda la madre di Joss, poi viene il turno del suo noto discorso.

Potrei semplicemente dire, da pura fan, “Joss is awesome!” (Joss è fantastico), ma mi sento in dovere di spiegare un po’ questa affermazione. Uno dei motivi per cui apprezzo questo discorso è l’aspetto retorico, un altro motivo è il modo in cui costruisce l’idea di uguaglianza fra uomini e donne. Se il tipo di metafora che viene utilizzata del descrivere una realtà compartecipa della sua creazione, allora usare metafore di lotta e contrasto fra uomini e donne, nel cercare di raggiungere l’uguaglianza, non è costruttivo. L’immagine usata nel discorso da Joss è una buona via. In generale, lo apprezzo e condivido nel contenuto.


Meryl Streep: Le madri sono spesso l’avanguardia delle istituzioni culturali e della trasformazione e, questa sera, porgeremo un tributo a Joss Whedon e ai magnifici personaggi femminili che ha ideato, ma vorremmo anche porgere un tributo a sua madre, la scomparsa Lee Stearns.

È bello quando i figli danno credito alle proprie madri per il loro successo. E, ho sentito molto su Lee, le cui idee radicali sulla forza e l’indipendenza e la passione e l’empatia delle donne hanno ispirato Joss non solo a ideare Buffy l’ammazzavampiri, ma molti altri forti personaggi femminili in Firefly, Serenity e i suoi altri lavori.

Lee Sterns ha anche ispirato la creazione di questa organizzazione, Equality Now, che è stata co-fondata da Jessica Neuwirth, una delle sue… una delle studentesse del liceo favorite di Lee. Sarebbe stata molto fiera di voi, Jessica e Joss, per tutto quello che avete fatto e continuate a fare, e il suo spirito è qui con noi questa sera.

Joss ha anche una base di fan energetica ed ubiquitaria che ha organizzato raccolte fondi attraverso il Paese per Equality Now, l’organizzazione di beneficenza preferita del suo super eroe. Perciò è un mio grande, grande piacere presentarvi la persona speciale a cui rendiamo onore questa sera, Joss Whedon, l’uomo meraviglioso che ci porterà Wonder Woman. Lo lodiamo per l’eccellente contributo all’eguaglianza nel cinema e in televisione. Signore e signori, mister Joss Whedon.

Joss Whedon: Grazie. Io, io non sapevo questa sera che cosa sarebbe successo. No, sapevo che sarei stato qui, la parte su mia madre, e… e voglio solo ringraziare Meryl Streep e, e tutti, per, per aver parlato così eloquentemente su di lei.

Stasera sono circondato da persone di straordinario coraggio, e io stesso so una cosa o due sul coraggio perché una volta ho letto un libro in cui c’era del coraggio. E suona come qualcosa che richiede tanto lavoro per cui io semplicemente continuerò a scrivere.

Io scrivo. La cosa più coraggiosa che io abbia fatto è una cosa chiamata festa della stampa, che è in effetti una cosa piuttosto coraggiosa, credetemi, perché vi fanno le stesse domande ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ancora. Ne ho fatte qualcosa come 48 in un giorno, di queste interviste, e veramente, non si inventano roba nuova. Perciò, c’è una specifica domanda che mi è stata rivolta quasi ogni volta che sono stato intervistato. Così, ho pensato questa sera, brevemente, di condividere con voi una domanda e alcune delle mie risposte. Perché, quando ti viene chiesto qualcosa 500 volte, cominci veramente a pensare alla risposta. Così ora, diventerò un reporter. Sarà magnifica, la trasformazione.

Allora, Joss, io, un reporter, vorrei sapere, perché scrivi sempre questi forti personaggi femminili?

Penso che sia per via di mia madre. Era veramente una donna straordinaria, di ispirazione, tosta, cool, sexy, divertente, e quello è il genere di donna di cui mi sono sempre circondato. Sono i miei amici, particolarmente mia moglie, che non solo è più intelligente e più forte di me, ma occasionalmente anche più alta. Ma, solo qualche volta, più alta. E, lo penso – torna tutto a mia madre.

Allora, perché scrivi questi forti personaggi femminili?

Per via di mio padre. Mio padre e il mio patrigno hanno avuto molto a che fare con questo, perché sopra ogni cosa davano valore all’ingegno e alla determinazione nelle donne con cui stavano. Ed erano fra i rari uomini che capivano che riconoscere il potere di qualcun altro non diminuisce il tuo. Quando ho ideato Buffy, volevo creare un’icona femminile, ma volevo anche essere molto attento nel circondarla di uomini che non solo non avessero problemi con l’idea di una leader donna, ma che fossero in effetti ingaggiati e attratti dall’idea. Questo è venuto da mio padre e dal mio patrigno – gli uomini che hanno creato quest’uomo che ha creato quegli uomini, se riuscite a seguire il discorso.   

Allora, perché crei questi, come si dice, le donne – sono in Europa ora, è molto, è internazionale – queste --- non so dove però – questi forti personaggi femminili?

Beh, perché queste storie danno forza alla gente, e l’ho sentito da parte di molte persone, e l’ho sentito io stesso, e non sono solo le donne, sono gli uomini, e penso che ci sia qualcosa di particolare in una protagonista donna che permette a un uomo di identificarsi con lei e questo apre qualcosa, che potrebbe… un aspetto di se stesso che potrebbe non essere in grado di esprimere, speranze e desideri… che potrebbe trovarsi a disagio ad esprimere attraverso una figura di identificazione maschile. Perciò credo che veramente si trasversale per entrambi e penso che aiuti le persone, sapete, in – in questo modo.

Allora, perché crei questi forti personaggi femminili?

Perché sono hot.

Ma, questi forti personaggi femminili...


Perché mi state proprio facendo questa domanda?! Questa è, per dire, l’intervista numero 50 di fila. Come è possibile che questa sia proprio una domanda? Onestamente, seriamente, perché la state… perché ve la siete scritta? Perché voi… Perché non chiedete ad altre centinaia di persone perché non scrivono forti personaggi femminili? Credo che non si dovrebbe sottolineare quello che sto facendo, men che meno onorarlo, e ci sono altre persone che lo stanno facendo. Ma, seriamente, questa domanda è assurda e dovete semplicemente smettere. 

Allora, perché scrivi questi forti personaggi femminili?

Perché l’eguaglianza non è un concetto. Non è qualcosa a cui dovremmo aspirare. È una necessità. L’eguaglianza è come la gravità, ne abbiamo bisogno per stare in piedi su questa terra come uomini e donne e la misoginia che c’è in ogni cultura non è una parte vera della condizione umana. È vita che non è bilanciata e questo sbilanciamento sta succhiando via qualcosa dall’animo di ogni uomo e donna che si vede ad affrontarlo. Abbiamo bisogno di uguaglianza, come dire, ora.

Allora, perché scrivi questi forti personaggi femminili?

Perché mi state facendo ancora quella domanda.

Grazie molte per avermi incluso questa sera.
Grazie a tutti.