Ha debuttato nel 2022, ma è
nell’estate del 2025 che è scoppiata la febbre per The Summer I Turned
Pretty (Amazon Prime), diventato in italiano L’estate nei tuoi occhi,
tratto dall’omonima trilogia di romanzi YA scritti da Jenny Han, anche
ideatrice della serie, con il pubblico diviso in due schieramenti rispetto a chi
l’adolescente Isabel “Belly” Conklin (Lola Tung) debba scegliere come legame
sentimentale fra i due fratelli Fisher che se la contendono, il tenebroso
Conrad (Christopher Briney) e il solare Jeremiah (Gavin Casalegno).
In vista
di una finalissima prevista per il 2027, un film che chiude le vicende alla Heartstopper,
non potevo non recuperare questo appuntamento romantico coming-of-age,
come di direbbe in inglese, ovvero di passaggio all’età adulta, coccola
dell’estate. È davvero una caramella adatta
al periodo visto che la premessa è che Belly trascorre sempre le vacanze estive
a casa dei due fratelli con i quali si forma un triangolo amoroso, a Cousins
beach, una località fittizia (le scene sono girate in alcune zone costiere
del North Carolina). La loro madre, Susannah (Rachel Blanchard) è la storica
migliore amica della sua, Laurel (Jackie Chung), una scrittrice che cresce da
sola lei e il fratello Steven (Sean Kaufman, For All Mankind), dopo la
separazione dal marito. Di grande importanza nella vita di Belly è anche la sua
migliore amica Taylor (Rain Spencer), che le è vicina in tutte le traversie e
che si innamora di suo fratello, e i due formeranno una coppia durevole.
In
preparazione alla visione ho letto il primo dei romanzi, che ha un target di
persone fra i 12 e i 15 anni, e l’ho trovato delizioso. La prima stagione (7
puntate) ha trasposto in modo perfetto l’eccitazione della quindicenne che non
vede l’ora di trascorrere lo stacco dalla scuola in contatto con il ragazzo per
cui ha una cotta da sempre, Conrad, e di vivere con tutta la gang tanti piccoli
rituali che rendono i momenti felici, familiari, freschi, frizzanti. Che sia un
falò sulla spiaggia o un film in un drive-in si è spensierati e ci sono le
prime emozioni da grandi. Belly incontra un vecchio amico, Cam (David Iacono),
e ha con lui il suo primo appuntamento. Nonostante qualche dubbio, anche di
matrice femminista, il grande evento della stagione è il ballo delle debuttanti
a cui Susannah l’ha invitata a partecipare. Se Jeremiah è sempre attento e premuroso, Conrad è
inusualmente scontroso e distante. Presto si capisce che il motivo è che,
diversamente dal fratello, ha scoperto quello che la madre ha tenuto loro
nascosto, confidandosi solo con Laurel, ovvero che quelli sono gli ultimi loro
momenti tutti insieme, dato che le è tornato il cancro di cui già aveva
sofferto. Qualche nota dolorosa perciò, ma di fondo la prima stagione è una
bevanda refrigerante, dolce e proprio godibile.
La
seconda stagione (8 puntate), successiva alla morte di Susannah, ha un calo,
con gran pare delle vicende con i due ragazzi che vengono ricostruite
attraverso dei flashback di ricordo che diminuiscono l’impatto. E il grande
ostacolo è l’arrivo della zia dei ragazzi, Julia (Kyra Sedgwick), che ha
ereditato la casa al mare e vuole metterla in vendita, mentre i loro la vedono
come uno scrigno di bei ricordi con la made e cercano in ogni modo di
impedirlo, con attesa soluzione positiva dell’ultimo minuto naturalmente. Non
credo sia un grande spoiler. Un’aggiunta gradita, ma con uno spazio minore, è
stata la cugina non-binaria dei ragazzi, Skye (Elsie Fisher) che con poca
lungimiranza non hanno più mostrato quando invece ben avrebbero potuto
integrarla in vicende future.
La terza
stagione (11 puntate), che per molti è quando la serie ha preso quota, è stata
per me una vera delusione. C’è un salto di 3 anni, e i ragazzi sono ormai
prossini alla laurea, quando non proprio laureati e muovono i primi passi del
mondo del lavoro. Le prime puntate in particolare per me sono state
inguardabili, poi ci si riprende ma a quanto punto si è diventati una normale
soap opera per teenager, non particolarmente interessante. Steven che lavora in
ufficio e trova una buona intesa con la collega Denise (Isabella Briggs)
funziona anche, merito anche dell’interprete Sean Kaufman che, fra i ragazzi, è
sicuramente quello con la recitazione più solida. Comincia a vedersi in più
progetti e non sorprende. Conrad come apprendista medico è poco credibile, e mi
dispiace ammetterlo perché sono #teamConrad ed è lui che ha la maggiore intesa
con Belly, ma Christopher Briney è monocorde, più di tenere il broncio da cane
bastonato non fa, e se anche Gavin Casalegno (Jeremiah) non ha chissà quali
doti tespiane, almeno ha mostrato una maggiore crescita di capacità
interpretative. Poi si è “slongata la broda” come si dice dalle mie parti, con
personaggi filler come la madre di Taylor, Lucinda (Kristen Connolly), di cui
si poteva fare tranquillamente a meno. Diverso è il benvenuto accresciuto ruolo
degli altri genitori, che hanno dato un maggiore spessore alle dinamiche
sentimentali fra i giovani. Le due puntate conclusive poi, in cui Belly è a
Parigi, corrono come non mai, facendo costanti salti temporali, per quanto
brevi. Con una diversa calibratura, la terza stagione poteva essere spezzata in
due con un maggiore respiro narrativo.
La fine
mi ha soddisfatta, non sentirei l’esigenza di un film di chiusura, e spero solo
che abbiano il buon senso di non cambiare le carte in tavola, ma di renderlo
solo celebrativo o espansivo dello
status quo. Quello che mi ha lasciata perplessa è una coda finale di un album
di foto di Natale a Parigi. Lo avrei voluto balneare e con tutto il cast invece
che solo con Belly e il suo innamorato in una serie di scatti che si somigliano.
Anche perché subito prima erano stati mostrati tutti i protagonisti. Mi è
sembrato appiccicato lì, senza un vero perché.
Quella
che si è fatta notare del corso delle stagioni è la musica. Chi se ne intende
più di me ha subito notato che, al di là di una partitura appositamente composta,
si fa ampio ricorso a needle drops, come vengono chiamati in gergo, di brani
pop di grande successo per sottolineare i momenti chiave dei personaggi e i
salti temporali tra le stagioni. E in particolare si abbonda di canzoni di
Taylor Swift. Come ha ben notato Vulture,
naturalmente The Summer I Turned Pretty è ben lungi dall’essere l’unica
serie o film a fare riferimento a questa cantante o a inserire un suo brano in
sottofondo e che anche solo quest’anno, in una scena di The Bear si vede
Richie che urla a squarciagola sulle note di “Love Story (Taylor’s Version)”. “Le
sue canzoni sono state utilizzate anche in New Girl, Killing Eve,
Heartstopper, You e Bridgerton. Ma ciò che distingue The
Summer I Turned Pretty dalle altre colonne sonore televisive dedicate a
Taylor Swift è il modo in cui gli sceneggiatori utilizzano le sue canzoni per
far avanzare la trama, come se la stessa Swift fosse un personaggio della serie”.
Alla fine
poi, tutti i discorsi su Belly che non deve scegliere né l’uno né l’altro, ma
scegliere se stessa mi fanno sorridere. Si tratta di un programma a sfondo
romantico, dove amore e desiderio sono celebrati. Finché non rinuncia a se
stessa per l’uno o l’altro, ci si può godere la favoletta rosa. È quello che è.

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