martedì 17 maggio 2011

UPFRONTS 2011: FOX



Oltre al reality The X-Factor, la Fox ha presentato agli upfront i seguenti programmi:


ALCATRAZ

Alcatraz viene classificato come un drama soprannaturale. La trama segue un gruppo di progionieri della nota prigione di Alcatraz, a San Francisco,  che sono spariti senza lasciare traccia 30 anni or sono e sono riapparsi ora, e su quello che è loro accaduto. Il cast è molto ricco: Jorge Garcia, Parminder Nagra, Robert Forster, Sam Neill, Santiago Cabrera, Sarah Jones, Jonny Coyne, e Jason Butler Harner.

Come per altri progetti legati al nome di JJ Abrams in passato, anche questo è circondato di mistero, cosa che di per sé non ha portato bene lo scorso anno ad Undercovers. Promette di essere un drama serializzato dalla mitologia molto forte, e ne sono già stati ordinati 13 episodi. 

La serie viene dal produttore esecutivo J.J. Abrams (Lost, Fringe, Alias) e dalla sceneggiatrice Elizabeth Sarnoff (Lost) e il pilot ha la regia di Danny Cannon (CSI: Crime Scene Investigation).


THE FINDER


The Finder è un drama procedurale che è lo spin-off di Bones e i protagonisti sono stati introdotti in quest’ultima serie: Walter Sherman (Geoff Stults) è un veterano della guerra in Iraq che ha subito un danno al cervello e che ha un’abilità particolare nel trovare le persone e le cose. È quello che fa, insieme ai suoi eccentrici compagni: il pilota/barista Ike Latulippe (Saffron Burrows) e il “consulente legale” un po’ burbero Leo Knox (Michael Clarke Duncan).

Originariamente c’erano state voci che i personaggi sarebbero rimasti in Bones per coprire le “assenze” di Emily Deschanel nella prossima stagione, dovute al fatto che l’attrice è incinta, ma si è comunque deciso di dare loro una serie propria, anche se è ancora da stabilire se l’ambientazione delle vicende sarà quella delle Florida Keys o un’altra.

La serie è stata ideata da Hart Hanson ed è basata su una serie di romanzi di Richard Greener dal titolo The Locator.


TERRANOVA


Terranova è un drama di azione e avventura che segue le vicende della famiglia Shannon che dal 2149, quando la terra è sovrappopolata e la maggior parte delle piante e degli animali sono estinti, viene catapultata nella Terra preistorica (nel tempo dei dinosauri) con una missione, salvare il destino dell’umanità. Gli scienziati dell’acceleratore di particelle FERMI riescono a trovare una frattura nel tempo, un portale, che permette loro di tornare indietro. La serie parte con il Decimo Pellegrinaggio a Terra Nova, la prima colonia stabilita nella preistoria, guidata dal comandante Nathaniel Taylor (Stephen Lang). Sono Jim (Jason O’Mara) e sua moglie Elisabeth (Shelley Conn), un chirurgo che entra a far parte della squadra medica di Terra Nova. Hanno un figlio di 17 anni, Josh (Landon Liboiron), arrabbiato all’idea di lasciarsi alle spalle la sua vita ma che presto conosce Skye (Allison Miller), una figlia di 15 anni, Maddy (Naomi Scott) e una figlia di 5 anni, Zoe (Alana Mansour), che potrebbe mettere a rischio la missione.

Questa serie era già stata presentata negli upfront dello scorso anno e doveva debuttare in mid-season. La partenza è stata posticipato per problemi del dietro le quinte e un lungo lavoro di post-produzione, tanto che qualcuno ha scherzato: Terra Nova or Terra-Never? Ora sembra sicuro che partirà in autunno.

Produttori esecutivi sono Steven Spielberg, Peter Chernin, Brannon Braga, René Echevarria, e diversi altri.


TOUCH


Touch è definito un drama “preternaturale”. Martin Bohm (Kiefer Sutherland) è un padre single che lavora in aeroporto, ai bagagli, ma che fatica a far quadrare il bilancio. Ha un figlio di 10 anni, Jake, un autistico altamente funzionante che vede degli schemi nella realtà circostante e sembra saper prevedere il futuro. È pure muto, ma il padre a l’impressione che voglia comunicargli qualcosa. 

Si dice sia uno dei migliori copioni dell’anno e uno dei più ambiziosi, con personaggi che apparentemente non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro collegati in un mosaico di interconnetività. Si conciliano scienza e spiritualità. Ancora deve essere girato e la sola star legata al progetto è per ora Kiefer Sutherland.  Dovrebbe debuttare in mid-season.

Il progetto è di Tim Kring (Heroes, Crossing Jordan) e i produttori esecutivi sono Peter Chernin e Katherine Pope.


I HATE MY TEENAGE DAUGHTER


 In “Odio mia figlia adolescente” Annie (Jaime Pressly, My Name Is Earl) e Nikki (Katie Finneran, Wonderfalls) sono due donne che hanno viziato le loro figlie ora adolescenti, dando loro tutto con la speranza di evitar loro le sofferenze che hanno subito loro da bimbe e da ragazze per colpa del bullismo delle coetanee. Le loro figlie però si sono trasformate nel genere di persone da cui le madri venivano tormentate da giovani.

Si tratta di una sit-com multicamera. Il titolo potrebbe cambiare – speriamolo.

È ideato da Ellen Kreamer e Sherry Bilsing-Graham e la regia del pilot è di Andy Ackerman (The New Adventures of Old Christine).


THE NEW GIRL


In The New Girl, che era precedentemente noto come Chicks and Dicks e il cui titolo potrebbe ancora cambiare, Zooey Deschanel interpreta Jessica Day, una maestra di quarta elementare che torna a casa e scopre che il suo ragazzo convivente la tradisce. Presto fatto si trasferisce con tre ragazzi (uno è un po’ infantile, uno è cinico, uno è un playboy) che sono single, arrapati e disordinati che le insegnano una cosetta o due sull’altro sesso.

Si tratta di una commedia sigle-camera. Si dice sia una delle serie da tenere d’occhio, specie se si ama l’umorismo un po’ spinto. Curiosità: la Deschanel è la sorella di Emily Deschanel protagonista di Bones.

La sit-com è ideata dalla Deschanel, sceneggiatrice è Liz Meriwether (No Strings Attached) e il pilot ha la regia di Jake Kasdan (Walk Hard: The Dewey Cox Story).


NAPOLEON DYNAMITE


Napoleon Dynamite è una serie animata basata sul film dallo stesso titolo, che segue le avventure di un adolescente un po’ impacciato che è convinto di essere destinato alla grandezza. Passa le sue giornate a provare mosse ninja e a vantarsi della sua “ragazza dell’Oklahoma” che nessuno ha mai visto. Ambientata in un rurale paesino dell’Idaho, accanto a lui ci sono la sua famiglia – il fratello disoccupato Kip, e la nonna con cui vive - e i suoi amici. Il cast originale del film (Jon Heder, Aaron Ruell, Efren Ramirez, Tina Majorino, Sandy Martin, Jon Gries e Diedrich Bader) darà la voce anche ai personaggi nella serie.

Lo spirito è molto bizzarro.

A curare la realizzazione sono gli sceneggiatori Jarred and Jerusha Hess e il veterano Mike Scully.


ALLEN GREGORY


Allen Gregory è una commedia animata dove protagonista è un bimbo di 7 anni (la voce è di Jonh Hill, Superbad) molto più maturo per la sua età. Si considera intelligente, sofisticato, artistico, romantico, eloquente. Ora si ritrova a dover frequentare le scuole elementari con tutti gli altri bambini. Nel cast di voci anche French Stewart (3rd Rock from the Sun), Nat Faxon (The Cleveland Show) and Joy Osmanski (Grey's Anatomy).

Sarà la risposta di questa generazione a Bart Simpson?

La serie è ideata da  Jonah Hill, Andrew Mogel e Jarad Paul.

lunedì 16 maggio 2011

UPFRONTS 2011: NBC



È tempo di upfront. Prima a partire è la NBC.

L’assenza che ha sorpreso di più, fra i telefilm scelti per la prossima stagione, è stata quella di Wonder Woman, un progetto di David E. Kelley che aveva come protagonista Adrianne Palicki.  Non posso dire di essere dispiaciuta. Kelley non ce lo vedevo con questo genere di progetto e trovavo inadatta al ruolo anche la Palicki, per quanto la apprezzi. Comunque quello che più interessa ora sono le serie che invece hanno avuto l’OK. Sono ben 12 i nuovi titoli per la NBC. Eccoli di seguito.


THE PLAYBOY CLUB


The Playboy Club. Il titolo spiega forte e chiaro, ed è pubblicità garantita. Chicago, anni Sessanta. Protagoniste sono delle conigliette di Playboy e gli uomini che girano loro intorno, in particolare Nick Dalton (Eddie Cibrian). Si parte anche con un pizzico di thriller, quando la coniglietta Maureen (Amber Heard), che potrebbe non essere l’innocente orfana che dice di essere, uccide un mafioso che cerca di sedurla e spetta a Nick, che ha un passato da criminale ma aspira a diventare procuratore distrettuale, coprire l’accaduto. La coniglietta Alice (Leah Renee) nasconde una esplosiva vita privata e la coniglietta Janie (Jenna Dewan) è in fuga dal suo passato. Fra i personaggi ci sono anche anche la coniglietta Brenda (Naturi Naughton) e la coniglietta-madre Carol-Lynne (Laura Benanti).

Si parla già della serie come della possibile risposta della NBC a Mad Men (che peraltro ha già avuto la Naughton nel ruolo di una coniglietta di Playboy). L’intento è di essere un drama adulto e sofisticato che sceglie questa lente (e la prospettiva di conigliette e clienti) per guardare alle correnti e alle rivoluzioni politiche e sociali di quell’epoca. “(U)na provocatoria nuova serie su un tempo e un luogo che ha sfidato i costumi sociali, dove un visionario ha creato un impero, e un’icona ha cambiato la cultura americana”, dicono. 

Èun telefilm ideato da Chad Hodge (Tru Calling) che ha fra i produttori esecutivi Brian Grazer (24, Lie to Me, Friday Night Lights). Il pilot ha la regia di Alan Taylor (Mad Men, The Sopranos).



AWAKE


Awake era precedentemente noto come “REM”. Mark Britten (Jason Isaacs, Brotherhood) è un detective della polizia che con la sua famiglia ha un terribile incidente d’auto. Al suo risveglio si trova a vivere in due diverse realtà parallele: in una è sua moglie (Laura Allen) a sopravvivere all’incidente, nell’altra suo figlio adolescente (Dylan Minnette). In entrambe le vite Mark va da uno psicoterapeuta (interpretato in una realtà da Cherry Jones e nell’altra da B.D. Wong), che cercano di convincerlo che la sua altra realtà non è altro che un sogno. Lui si accorge che le due realtà in qualche modo si stanno riversando una sull’altra, ma da sveglio non riesce a capire quando.

Alcuni dicono sia il miglior copione della stagione, e pare sia nella vena di Inception. Il solo il timore è che sia troppo complicato da seguire.

È un telefilm ideato da Kyle Killen che lo scorso anno ha avuto scarso successo di pubblico, ma molte lodi dalla critica con un altro progetto che prevedeva una “doppia vita”, Lone Star. Fra i produttori esecutivi c’è Howard Gordon (24) e il pilot è girato da David Slade (The Twilight Saga: Eclipse).



GRIMM


Grimm è un poliziesco ambientato in un mondo in cui le favole dei fratelli Grimm esistono sul serio. La storia parte quando un poliziotto, Nick Bruckhardt (David Giuntoli), teme di diventare matto quando vede le persone trasformarsi letteralmente in mostri, finché grazie all’aiuto della anziana parente che è una mistica, scopre di essere il discendente di una elitaria stirpe di cacciatori noti come “Grimm”, ovvero è un “veggente” in grado di capire l’autentica forma delle creature di cui si para nelle fiabe. E ha una missione: proteggere gli esseri umani da questi mostri. Ad aiutarlo sarà anche Munroe (Silas Weir Mitchell), un lupo mannaro.

Dicono: “Ricordate le favole che i vostri genitori vi raccontavano prima di andare a letto? Beh, quelle non erano storie, erano avvertimenti”. La serie intende essere piuttosto dark. E non è il solo progetto che coinvolge le fiabe che è stato sviluppato quest’anno. L’altro era 17th Precinct, ideato da Ron Moore e che già veniva anticipato come una piccola riunione di talenti di Battlestar Galactica. Grimm ha prevalso e si è rinunciato a 17th Precinct. 

Sceneggiatori e co-produttori esecutivi sono David Greenwalt (Buffy the Vampire Slayer, Angel) e Jim Kouf (Angel, Ghost Whisperer). La regia del pilot è affidata a Marc Buckland (My Name is Earl).


PRIME SUSPECT


Prime Suspect è il rifacimento di una famosa serie inglese con lo stesso titolo. Qui, nel ruolo che era stato di Helen Mirren (che era Jane Tennison),  c’è Maria Bello che interpreta una detective molto tosta, Jane Timoney, che deve farsi le ossa in un distretto di New York dominato da uomini. Nonostante il maschilismo e l’ostilità, riesce a farsi affidare un importante caso di omicidio, ma scopre che non le basta essere una leader per venire rispettata dai colleghi uomini. Jane vive con il suo ragazzo e vorrebbe che il figlio di lui passasse del tempo a casa da loro.

È un classico dei classici che è un po’ di anni che si vociferava dovesse avere un remake.  

La sceneggiatura è di Alexandra Cunningham (NYPD Blue, Disperate Housewives), mentre la regia del pilot è di Peter Berg (Friday Night Lights). Entrambi sono  co-produttori esecutivi insieme a Sarah Aubrey and Julie Medel Johnson.


SMASH


Smash è un drama musicale che ha come protagonisti una serie di personaggi che mettono in scena un musical per Broadway sulla vita e la morte di Marylin Monroe. A guidarli sono un duo di scrittori di canzoni di successo, Julia (Debra Messing) e Tom (Christina Borle) e una tenace produttrice, Eileen (Angelica Houston), che per prima cosa devono procedere alle audizioni. Spettacolo e vita, sangue, sudore e lacrime.

Già definito “Glee per adulti”, ha un cast di alto profilo e si diceva fosse un progetto già sicuro in partenza per le persone coinvolte. Le canzoni saranno originali, scritte da Scott Wittman e Marc Shaiman (Hairspray). Debutterà in mid-season.

L’idea è di Steven Spielberg, che ha scritto il pilot insieme a Theresa Rebeck (L&O: Criminal Intent). La regia del pilot è affidata a Michael Mayer.


FREE AGENTS


Free Agents è basata su un format inglese dallo stesso nome ed è una sitcom romantica. I due protagonisti principali sono due colleghi di lavoro : Alex (Hank Azaria) ha da poco divorziato; a Helen (Kathryn Hahn, Hung) è morto il fidanzato da una anno. Non sono pronti per nuove relazioni, ma finiscono a letto insieme, prendono in considerazione di farlo diventare qualcosa di più, ma decidono di rimanere solo amici, e pian piano finiscono per innamorarsi. Nel cast c’è anche Anthony Stewart Head (Buffy the Vampire Slayer).

È una commedia single camera e da quello che si vocifera potrebbe essere quella da tenere d’occhio quest’anno. Lo script del pilot è riuscito ad essere sia agro che dolce, un po’ nella vena di Party Down. E l’idea di fondo è che a volte quello di cui hai bisogno è proprio davanti ai tuoi occhi.

È ideato e sceneggiato da Jon Enbom (Party Down), che ha una base di fan cult che lo seguono fedelmente, e la regia del pilot è di Todd Holland (Malcolm in the Middle), Entrambi sono co-produttori esecutivi.


WHITNEY


Whitney, basata sullo stand-up della comica Whitney Cummings (Chelsea Lately, Punk'd), è una sit-com sugli alti e bassi di una coppia  formata da Alex (Chis D'Elia) e Whitney (Cummings), che, pur essendo insieme da tanto, decide di non sposarsi nonostante sia circondata da gente che lo fa. Dopotutto “dicono che il matrimonio sia la prima causa di divorzio”. La loro relazione potrà non essere perfetta, ma funziona, e loro si amano.

C’è parecchio buzz su questa serie e per una volta protagonista è una comica donna. Si tratta di una commedia girata in multi-camera, una tendenza tornata quest’anno.

La Cummings ha scritto il pilot e sarà anche produttrice esecutiva insieme a Betsy Thomas (My Boys), Scott Stuber (Your Highness), Quan Phung and Barry Katz (Good Luck Chuck). Andy Ackerman (Perfect Couples) ha fatto la regia del pilot.


UP ALL NIGHT


Up all night, precedentemente nota come “Alpha Mom”, è una commedia in cui si guarda all’essere genitori dal punto di vista di una pungente e amara madre che lavora, Reagan (Christina Applegate, Samantha Who?), e che mai avrebbe pensato di avere figli, e un padre che sta a casa, Chris (Will Arnett, Arrested Development). Nel cast c’è anche Maya Rudolph (Saturday Night Live), nel ruolo di Ava, collega e miglior amica di Reagan.

Vuole essere uno sguardo irriverente all’essere genitori e alla possibilità di avere tutto (carriera, amore, figli, vita sociale). È una commedia sigle-camera. Il titolo è considerato un ostacolo perché troppo generico, ed è già stato cambiato più volte.

Ideata da Emily Spivey, già sceneggiatrice di Parks and Recreation, ha come produttore esecutivo Lorne Michaels (Saturday Night Live, 30 Rock). Il pilot ha la regia di James Griffiths (Episodes).


ARE YOU THERE, VODKA? IT’S ME, CHELSEA


Are you there, vodka? It’s me, Chelsea è basata sull’omonimo best-seller autobiografico scritto da Chalsea Handler (che apparirà nella serie nel ruolo si sua sorella maggiore, la super-religiosa Sloan), la sit-com  si concentra su di lei, interpretata da Laura Prepon (That '70s Show), e su un gruppo di ventenni che vivono e lavorano insieme.

Si tratta di una commedia multicamera. L’aspettativa è che la serie attragga soprattutto giovani donne, e dal momento che la Handler ha già un suo talk show su “E!” c’è la possibilità che il cast della serie faccia della apparizioni anche nel suo programma, garantendo così un’ulteriore forma di promozione.

Il pilot è stato scritto da Julie Larson (Dharma & Greg, The Drew Carey Show) and Dottie Zicklin, che sono anche co-produttori esecutivi, insieme a, fra gli altri, la stessa Handler. Gail Mancuso (Rules of Engagement) ha fatto la regia del pilot.


BENT


In Bent, Amanda Peet (Studio 60 on the Sunset Strip) interpreta Alex un’avvocatessa recentemente divorziata (l’ex-marito è in carcere per frode), con una figlia di otto anni, che cerca fortemente di non innamorasi di Pete, un surfista sexy che ha assunto per rifarle la cucina, che sta cercando di superare problemi legati al gioco d’azzardo, a cui dà il volto David Walton (Perfect Couples). L’attrazione reciproca, che cercano di negare per mantenere un contegno professionale, è innegabile e la dinamica lo-farano-o-non-lo-faranno garantirà gran parte dell’interesse. Nel cast c’è anche Jeffrey Tambor (Arrested Development) nel ruolo del padre di Pete, donnaiolo almeno quanto il figlio.

Si tratta di una commedia single camera che con ogni probabilità debutterà in mid-season.

Tad Quill (Perfect Couples) è lo sceneggiatore e produttore esecutivo, e la regia del pilot è di Craig Zisk (Nurse Jackie, Weeds).


BFF


Anche nota come “Best Friends Forerver”, significato della sigla BFF, questa sit-com ha come protagoniste due amiche per la pelle, interpretate da Lennon Parham (Accidentally on Purpose) e Jessica St. Clair (United States of Tara). Il personaggio della St. Clair vive con il suo ragazzo, Joe (Stephen Schneider), ma finiscono per condividere il loro nido d’amore con la miglior amica di lei, che sta superando un complicato divorzio. Fra i tre si crea una difficile situazione di convivenza.

Si tratta di una commedia single-camera, nonostante per il soggetto sia giudicato più appropriato un approccio multi-camera. Il progetto in ogni caso non sembra aver attirato molta attenzione.

La serie è co-ideata da St. Clair e Parham. Produttori esecutivi sono Scot Armstrong (Old School, Hangover 2), Ravi Nandan (Off Duty). La regia del pilot è affdata a Fred Savage (Party Down).


THE FIRM


The Firm è basata le vicende dell’omonimo best-seller di John Grisham. Si riprende a 10 anni da quello che è accaduto nel film del 1993. L’avvocato Mitch McDeere, che ha lavorato con l’FBI per  assicurare alla giustizia uno studio legale associato con la mafia di Chicago, esce dall’isolamento quasi totale dopo che lui e la sua famiglia hanno trascorso dieci anni nel Programma Protezione Testimoni. La mafia però non dimentica.

Da quello che si dice, sono già stati direttamente ordinati 22 episodi, sebbene non si sia ancora scelto il cast. Dovrebbe debuttare in mid-season.

Scritto da Lukas Reitner (The Forgotten, The Practice) conta fra i produttori esecutivi lo stesso Grisham.





 
 
 
 
 
 

venerdì 13 maggio 2011

Le nomination agli EMMY del DAYTIME 2011



Sono state annunciate le nomination della 38esima edizione dei Daytime Emmys. Ecco le principali:

 Miglior drama
All My Children / La Valle dei Pini
Beautiful
General Hospital
The Young and the Restless / Febbre d’amore

Miglior team di sceneggiatori
As The World Turns / Così gira il mondo
Beautiful
Days of Our Lives / Il tempo della nostra vita
The Young and the Restless / Febbre d’amore

Miglior team di regia per i drama
Beautiful
General Hospital
One Life to Live / Una vita da Vivere
The Young and the Restless / Febbre d’amore

Miglior attrice protagnista in un drama
Alicia Minshew, All My Children
Debbi Morgan, All My Children
Colleen Zenk, As the World Turns
Susan Flannery, Beautiful
Laura Wright, General Hospital
Michelle Stafford, The Young and the Restless

Miglior attore protagnista in un drama
Ricky Paull Goldin, All My Children
Michael Park, As the World Turns
James Scott, Days of Our Lives
Maurice Benard, General Hospital
Christian Le Blanc, The Young and the Restless

Miglior attrice non protagonista in un drama
Melissa Claire Egan, All My Children
Julie Pinson, As the World Turns
Heather Tom, The Bold and the Beautiful
Nancy Lee Grahn, General Hospital
Bree Williamson, One Life To Live
Tricia Cast, The Young and the Restless

Miglior attore non protagonista in un drama
Jonathan Jackson, General Hospital
Jason Thompson, General Hospital
Brian Kerwin, One Life To Live
Doug Davidson, The Young and the Restless
Billy Miller, The Young and the Restless

Miglior attrice giovane in un drama
Brittany Allen, All My Children
Lexi Ainsworth, General Hospital
Emily O'Brien, The Young and the Restless

Miglior attore giovane in un drama
Scott Clifton, The Bold and the Beautiful
Chandler Massey, Days of Our Lives
Chad Duell, General Hospital

Miglior Talk Show / Intrattenimento
The Ellen DeGeneres Show
Live with Regis and Kelly
Rachael Ray
The View

Miglior Talk Show / Infarmativo
The Dr. Oz Show
Dr. Phil
The Doctors

mercoledì 11 maggio 2011

PARENTHOOD - Damage Control (2.11): le difficoltà di essere genitori



La puntata Damage Control (2.11) della seconda stagione di Parenthood, andata in onda negli USA agli inizi di quest’anno e che a me è capitato di vedere da poco, è una di quelle in cui, nella diversità delle storie, si vede un filo conduttore forte, che in questo caso è proprio l’argomento del titolo: essere genitori. Anche Zeek, il “nonno”, lo vediamo rapidamente nel ruolo di genitore, fiero, in questo caso specificatamente delle sue figlie femmine. I veri protagonisti sono però i quattro ragazzi, gli adulti, nel loro ruolo di genitori, a dover prendere come tali delle decisioni difficili e a imparare ad esserlo.

Crosby che, nuovo alla “professione”, anche esplicitamente dice al bambino che cerca di essere un buon padre, deve insegnare a Jabar a pulire la sua camera. E prima ancora vediamo lui imparare a insegnarglielo.  Prima è Jasmine, la madre del piccolo, a sgridare Jabar perché lo faccia e il sostegno che dà Crosby è minimo; quando lei gli rammenta che è importante per insegnare al piccolo la responsabilità il padre finisce in realtà a pulirgliela lui la camera; solo alla fine quando Jasmine gli sottolinea che imporglielo è il suo ruolo, anche se è un ruolo sgradito, si impegna per farglielo fare e tiene duro anche davanti al bimbo che gli dice che lo odia.

Joel e Julia non sanno bene come dire alla piccola Sidney che l’uccellino che hanno soccorso dopo che si è schiantato contro la loro vetrata è morto. Vogliono parlare della morte: farlo o no? Come farlo? Quando farlo? Parlare del Paradiso? Non vorrebbero, perché la considerano una finzione. Poi di fronte alla tristezza di lei decidono di farlo, e questo la placa. E Joel attraverso il dolore della figlia ripensa al dolore della perdita della propria madre.

Adam e Kristina invitano a cena il ragazzo di Haddie, Alex. Lui è garbato (porta fiori a Kristina, si mostra accomodante verso le impertinenti osservazioni del fratello più piccolo di Haddie) ed è onesto in tutto: racconta di come aiuta i senzatetto perché lo è stato in primis lui, quando con la morte della madre il padre è stato di prendersi cura di lui, di come si sia emancipato a 16 anni e di come cerchi ora di diplomarsi, di come frequenta l’AA ed è sobrio da 6 mesi. Adam e Kristina lo vedono come un ragazzo meraviglioso e in gamba: ma la figlia ha 16 anni e lui è fin troppo adulto e, con dolore tanto loro quanto della figlia, le impediscono di vederlo ancora. Osservarli mentre si preparano per andare a letto e riconoscere i pregi del giovane Alex e giungere nonostante tutto alla conclusione che non è adatto alla figlia è da manuale: li vedi come persone e come genitori, combattuti. Sono impressionati da Alex, ma irremovibili dinanzi a Haddie che piangente non vuole accettare quello che dicono. 

Sarah, che viene a sapere che Drew ha bevuto birra, non sa fino a che punto dire ai figli che il padre era una alcolista e drogato, non era “in tour” quando lo copriva in questo modo.  Non sa quanto svelare e quanto nascondere per proteggerli.

In questa puntata, scritta da Kerry Ehrin e con la regia di Lawrence Trilling, tutti e quattro i fratelli hanno decisioni difficili da prendere come genitori: scelte con bambini piccoli, che nascono da situazioni quotidiane e piccole (pulire la propria camera, accudire un uccellino ferito) e che hanno il peso di realtà più grandi (la responsabilità, la morte);  e scelte con figli adolescenti, più sfumate nell’essere giuste o sbagliate, nel calibrarsi e nel farsi comprendere. Decisioni sgradite e decisioni che vengono percepite come ingiuste (Jabar, Adam), ma che vengono prese ugualmente. Parenthood, lo dice il titolo, parla dell’essere genitori, e in una puntata come questa mostra quanto è difficile, spesso proprio anche per le situazioni apparentemente più semplici. Ti fa capire il punto di vista di tutti, e a tutti vorresti dare ragione e lo fa con garbo e in modo agro-dolce, e in questo mostra tutta la sua forza come telefilm.

martedì 10 maggio 2011

Meredith Vieira lascia il TODAY SHOW




Ieri Meredith Vieira ha annunciato che a giugno lascerà il Today Show, dove era entrata nel 2006 in sostituzione di Katie Couric. Voci in proposito circolavano già da un po’ e il suo posto, come da aspettative, verrà preso da Ann Curry. Bello e sentito l’ideale passaggio di testimone fra le due.

lunedì 9 maggio 2011

Il DOCTOR OZ SHOW: informazione medica alla portata di tutti



Il Doctor Oz Show (la7d, ore 17.45) è un programma di informazione medica, rivolto prevalentemente a un pubblico femminile, in cui stella del programma è il dottor Mehmet Oz, chirurgo cardiotoracico di origini turche insegnante di chirurgia alla Columbia University di New York. Affronta le più diverse tematiche (con una attenzione particolare al mantenersi in forma) di fronte a un pubblico in sala, che può venire chiamato a fargli da assistente.

Il suo grande punto di forza è la chiarezza e la sua capacità di rendere semplici e alla portata di tutti le spiegazioni più complicate, con l’ausilio di oggetti che fanno da supporto visuale. È pratico, essenziale. Lo stesso vale quando invita qualche collega a spiegare delle notizie o novità e nei filmati. Dà suggerimenti sui “do” e “don’t”, le cose da fare e da non fare in determinate circostanze (ad esempio nel caso di ustioni) che insegnano effettivamente come comportasi. Risponde a specifiche dirette domande.

Lì dove mi convince meno è quando interagisce con un paziente ospite. Un esempio: un uomo sovrappeso aveva promesso di dimagrire, ma non lo ha fatto. Piombano in casa sua e lo invitano a rimettersi in carreggiata. Quando accetta, prendono i cibi non salutari dal freezer e li buttano nel secchio della spazzatura - che immorale spreco! - in studio viene costretto a fare mea culpa e, certo, viene seguito e incoraggiato, ma anche trattato come un bambino indisciplinato. Viene apprezzato anche per questo, ma l’idea di venire sgridati in quella maniera, per quanto per il proprio bene, mi provoca di pancia un “come ti permetti?”.