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mercoledì 20 febbraio 2013

POSSO VENIRE A DORMIRE DA VOI? Antropologico

È un viaggio prevalentemente antropologico quello di Antoine De Maximy in Posso venire a dormire da voi? (Rai5). Il giramondo francese letteralmente indossa una telecamera su una pesante imbracatura e ovunque si rechi (Nuova Zelanda, Indonesia, Madagascar, Iran, Etiopia, Emirati Arabi, Cambogia, Cile, Israele, Finlandia…) si muove un po’ a caso cercando di conoscere la gente che incontra – al mercato, per la strada, durante un funerale, in un locale… - e di farsi spiegare come vivono, e chiedendo appunto di poter rimanere a riposare per la notte, ospite improvvisato.
“Deve accogliermi solo se le fa piacere” sottolinea sempre, attento a non imporre la propria presenza, ma pronto a tornare anche in un momento successivo, se così gli chiedono. È un reportage di viaggio, ma non è turistico, non è in alcun modo curioso di luoghi di interesse, attrazioni, cibi, o chissà che altro, è interessato alle persone e basta. Può essere un’anziana signora che si è fatta chilometri per comprare le provviste, come un giovane che ha abbandonato gli studi in legge per aprire il solo negozio fra un minuscolo manipolo di case, come un bimbo curioso di vedere per la prima volta un uomo bianco. Se si condivide l’interesse per gli altri fratelli e sorelle esseri umani per come sono nella loro individualità, non c’è nient’altro di simile in TV.

martedì 10 luglio 2012

ROAD ITALY: on the road in apecar


Chi cura programmi di viaggio in TV dovrebbe ripetersi: le cartine geografiche non sono carta straccia. Eppure l’ennesimo programma che ne fa a meno è Road Italy (Rai5) che forse ne avrebbe bisogno più di altri, visto che è in continuo spostamento essendo un percorso itinerante dal Gran Sasso al Monte Bianco fatto su strade provinciali alla scoperta di borghi e villaggi nostrani a bordo di apecar.
Forse, delle 50 puntate, quelle quotidiane danno più soddisfazione di quella serale del venerdì, che fuori dalle pittoresche inquadrature del Bel Paese non lascia niente o ben poco. I momenti “on the road” non hanno sapore e se li tagli riduci di metà il programma. Esagero naturalmente, ma il problema è che le tappe raggiunte vengono viste così a volo d’uccello, e senza vede indicazioni per recuperare le botteghe, il locali i monumenti in cui ci si sofferma, che sembra tutto fatto molto a casaccio.
Claudio De Tommasi, Valeria Cagnoni e Emerson Gattafoni, autori oltre che viaggiatori, che si avvalgono di NewsSpotter di Skylogic, la nuova tecnologia per le produzioni televisive “nomadiche”, registrano anche gli “incidenti di percorso” e questo dà un’aria vissuta che non dispiace: la grandine, l’automobilista che se ne frega che siano filmando e parcheggia dove vuole… Se si ripete il titolo del programma una volta in meno c’è più tempo da dedicare ai luoghi che si visitano, senza fretta.