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mercoledì 8 agosto 2012

GLEE: la terza stagione


Si è chiusa anche la terza stagione di Glee, la serie scolastico-musicale mandata sul satellite in semi-contemporanea con gli USA. La seconda stagione era stata criticata per avere troppe guest-star e “omaggi musicali” a scapito della storia, così gli autori,  Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan, dopo aver scritto ogni singolo episodio loro stessi, si sono decisi per questa tranche ad assumere uno staff di sceneggiatori, inclusa l’apprezzata Marti Noxon (Buffy, Angel). Il risultato generale è stato pessimo, in una serie che è sempre più inguardabile, scostante e con storie forzate sui personaggi (un esempio per tutte Quinn finita sulla sedia a rotelle, in seguito a 3.14).
Non che non ci siano state cose buone. Da sempre il telefilm ha voluto essere dalla parte dei “perdenti” e ha dimostrato coraggio nel trattare storie difficili: il tentato suicidio di Karofsky in seguito al bullismo, la violenza domestica contro l’allenatrice Beiste (3.18), l’introduzione del personaggio di Unique, le pressioni culturali di “la F asiatica” (3.03), il gioco di palla avvelenata usato per attaccare i compagni (3.06)… I numeri musicali spesso sono spettacolosi, o ci sono autentiche idee geniali  (la puntata natalizia - 3.09 - , Tina che batte la testa e vede tutti con i ruoli “scambiati”- 3.20), peccato che troppo spesso sembrino più un abbozzo appiccicato lì che non una vera e propria storia, pagliuzze setacciate da un filone poco d’oro.

lunedì 13 febbraio 2012

Morta Whitney Houston: ATWT e GLEE


Whitney Houston è scomparsa ieri all’età di 48 anni. Non molti sanno che la cantante ha fatto anche un’apparizione nella soap opera AS THE WORLD TURNS - ATWT - Così Gira il Mondo nell’agosto del 1984, per un paio di duetti con Jermaine Jackson. Sotto vedete quello di "Nobody Loves Me Like You Do". Per un’ulteriore approfondimento in proposito, leggete qui.
Per onorare la sua morte, Glee sta prendendo in considerazione di aggiungere un tributo nella puntata di San Valentino. Nell’episodio è già prevista la canzone “I’ll will always love you”, un successo di Dolly Parton del 1974 di cui la Houston ha fatto una famosissima cover nel 1992. Nella puntata Mercedes (Amber Riley) la canta mentre deve decidere fra il suo ex Sam (Chord Overstreet) e il suo attuale fidanzato Shane (LaMarcus Tinker). Per l’interpretazione della canzone fatta in Glee, sentite qui.

giovedì 24 novembre 2011

GLEE contro il gioco "palla avvelenata"


Da sempre il bullismo è un tema centrale di Glee. In questa terza stagione mi pare abbia un peso ancora maggiore, rappresentato nella sua gratuità, odiosità e potenzialità di fare del male. Non solo, mentre altrove è spesso il tema di una puntata e via, qui la costanza con cui è messo in atto è tale che la sensazione che mi rimane alla fine delle puntate è proprio quella di essere stata oggetto di bullismo da parte del programma. Non escludo sia voluto. Dopotutto è proprio il ripetersi senza sosta delle tante piccole vessazioni quotidiane che alla fine logora e spezza, più che non il singolo atto che nella sua singolarità può apparire anche abbastanza insignificante nelle sue conseguenze.
Il telefilm è sempre stato molto vocale  sulla necessità di opporsi a queste forme di abuso, e per questo va applaudito. Recentemente però non mi ha convinto la presa di posizione contro lo sport chiamato in originale dodgeball, e in italiano conosciuto come “palla avvelenata”, ma chiamato anche in altri modi – quando ero alle medie io, ad esempio, nella mia scuola si giocava sempre, e veniva chiamato “Guerra Mondiale”.
Nell’episodio “Mash off - La Guerra dei Glee Club” (3.06), i due club canori della scuola, le Nuove Direzioni e le Note Dolenti si scontrano violentemente a palla avvelenata. Alla fine Santana (Naya Rivera) colpisce il nuovo arrivato Rory (Damian McGinty) tanto da fargli sanguinare il naso. In seguito, quando devono annunciare il proprio programma per essere eletti presidenti degli studenti, Kurt (Chris Colfer) modifica la sua proposta iniziale, che aveva a che fare con il menù della mensa e l’obesità, in una che preveda l’abolizione del gioco palla avvelenata, usata appunto come forma di bullismo.
Mi rendo conto che questa è una questione che è stata sollevata altre volte nell’ambito della società americana, ed evidentemente ha un fondamento concreto, che non escludo abbia rilevanza anche nella nostra realtà italiana. Che il programma avesse cara la questione in partenza è lampante, a guardarsi indietro, dai promo (sotto) e dalle immagini immagini (sopra) usate per pubblicizzare la partenza della terza stagione, che usano proprio questo gioco in forma di bullismo. A me però, il modo in cui è stato trattato sembra tanto un modo sbagliato di affrontare e risolvere il problema.
Ho giocato sempre tanto a questo gioco, che mi ha sempre divertito molto, e mai l’ho visto usare come forma di bullismo, almeno non in modo in cui io me ne rendessi conto. Visto che però questo problema evidentemente c’è, non sarebbe forse meglio insegnare la correttezza piuttosto che proporre l’abolizione del gioco? Molte cose possono essere strumento di potenziale bullismo, tutto sta a come vengono utilizzate, chiaramente. Dove sono gli insegnanti, lì? Gli educatori? Non dovrebbero essere loro a monitorare quello che accade? Non sono loro i responsabili e non dovrebbero sia fare un po’ da “gendarmi” sia responsabilizzare i ragazzi? La lezione che danno mi pare davvero quella sbagliata.

lunedì 8 agosto 2011

TEEN CHOICE AWARDS: i preferiti degli adolescenti


Gli adolescenti hanno votato e scelto i loro preferiti ai Teen Choice Awards, i cui vincitori sono stati annunciati domenica 7 agosto. La lista completa ei vincitori la trovate qui.  Ecco di seguito quelli relativi alla TV.

Programma estivo: Pretty Little Liars, con Lucy Hale e Ian Harding come star estive
Drama: Gossip Girl, con Chace Crawford e Blake Lively come attori drammatici favoriti
Comedy: Glee, con Cory Monteith e Selena Gomez di Wizards of Waverly Place come attori comici preferiti

Fantasy/Fantascienza: The Vampire Diaries, con Ian Somerhalder e Nina Dobrev come attori preferiti nella categoria
Azione: NCIS: Los Angeles, con  Linda Hunt e Shane West di Nikita come attori favoriti nella categoria
Cartone Animato: I Simpson
Reality - Jersey Shore, con Paul "Pauly D" Del Vecchio e i Kardashians di Keeping Up with the Kardashians come star dei reality
Reality – competizione: American Idol, con Jennifer Lopez come “personalità”
Altri premi sono andati a The Voice (Show rivelazione), Darren Criss di Glee (star rivelazione), Justin Bieber per CSI (miglior cattivo), Katerina Graham e Michael Trevino come migliori attori scenestealer, “rubascena”, per The Vampire Diaries che si è così qualificato come il maggior vincitore della serata.

venerdì 27 maggio 2011

GLEE: la seconda stagione (che chiude a New York)


 La seconda stagione di Glee (Fox) si è appena chiusa con una riuscita puntata molto energetica, complice una serie di “cartoline cantate” in una trasferta a New York: un inchino ai “progenitori” con balli per le strade della città che sembravano usciti dall’album di Saranno Famosi, colazione da Tiffany, la tradizione dei musical e la fama di Broadway… e per i protagonisti scene corali di coesione di gruppo. Una bella puntata davvero.

Ne ha avute molte questa stagione: “Santo panino” (2.03) è stata originale, ad esempio, come critica religiosa; Emma (Jayma Mays) e Will (Matthew Morrison) che flirtano attraverso un numero di “The Rocky Horror Glee Show” (2.05) è di certo indimenticabile. Anche se non sono mancati i passi falsi: “Born this way” (2.18) mi ha davvero delusa. Il tema della puntata capisco che voleva essere quello che, nelle esplicite parole di Brittany qualche puntata dopo (2.22), è stato il tema dell’intera stagione: l’accettazione. Ma accettarsi come gay o per non avere il naso o la bocca come si vorrebbero (come i protagonisti) perché si è “nati in quella maniera”, non significa che si sia nati così anche se si hanno disturbi ossessivo compulsavi (OCD), come Emma. È quello che invece ha finito per affermare il programma, in maniera irritante. Accettarsi e accettare di avere un problema che si può cambiare sono due cose ben diverse. Come dice la famosa preghiera? Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per capire la differenza. Glee non ha la saggezza di capire la differenza, si direbbe.

Al di là delle singole puntate condivido la maggiore critica che ho sentito rivolgere al telefilm comunque, ovvero che è un po’ debole come scheletro narrativo e in questa stagione anche più che nella precedente si è costruita più sui singoli episodi che nell’arco, che sembrava non avere chiaro dove volesse andare.

Si è puntato su un umorismo più sopra le righe e disconnesso dalla realtà (Sue che vuole sparare Brittany da un cannone; la “lega del destino” reclutata per intralciare il glee club). La serie porta con onore il titolo di programma più gay in televisione, per i personaggi (Blaine-Kurt, Santana- Brittany, Karofsky), per le tematiche e per il “tono”: sa di esserlo ed è felice di esserlo. Penso siano molto significative anche espressioni “buttate lì” come nella season finale, quando Mr. Schue dice alla reception dell’albergo di New York dove si recano che pensava di dividere gli studenti in due camere, una per i maschi e una per le femmine, e gli viene risposto dal personale che insegnanti di altre scuole preferivano fare una divisione per orientamento sessuale. Rispetto alla prima stagione poi si è stati moto più espliciti nel considerare le canzoni non solo come mezzo di espressione (“La nostra canzone” - 2.16), ma come possibile strumento di educazione e di cambiamento sociale, come azione progressista – episodi come “Sexy” (2.15) o Born this way” (2.18) vanno chiaramente in quella direzione.

La rivelazione di questa edizione però chiaramente è stata la talentuosa Heather Morris nel ruolo dell’adorabile Brittany S. Pierce. Da “Britney/Brittany” (2.02), la puntata – una delle migliori in assoluto di questa stagione - dedicata a Britney Spears, in cui ha ballato magnificamente, a “Buon Natale” (2.10) in cui si scopre che crede in Babbo Natale o a “Sexy” in cui si capisce come faccia a credere ancora alla cicogna, al lancio della sua trasmissione “Fondue for two” in “Pettegolezzi” (2.19), è stato facile capire perché Santana si sia innamorata di lei. Ci ha conquistati tutti.

giovedì 17 febbraio 2011

GLEE batte il record di Elvis Presley



Sembra quasi pazzesco. Il cast di Glee batte il record di Elvis Presley per il maggior numero di canzoni diventate una hit nella famosa classifica Billboard Hot 100. Questo in 52 anni della storia della classifica.

Ecco l’elenco degli artisti con il maggior numero di successi
  1. Cast di Glee: 113
  2. Elvis Presley: 108
  3. James Brown: 91
  4. Ray Charles: 74
  5. Aretha Franklin: 73
  6. The Beatles: 67
  7. Lil Wayne: 67
  8. Stevie Wonder: 63
  9. Jay-Z: 62
  10. The Rolling Stones: 57

Fonte: Billboard.

lunedì 17 gennaio 2011

GOLDEN GLOBES 2011: i vincitori



Ieri notte (in Italia li ha mandati in onda in diretta alle 2 del mattino SkyUno, canale 109) sono stati consegnati i prestigiosi Golden Globe, ovvero i premi della Hollywood Foreign Press, cioè la stampa straniera presente da Hollywood. Questa 68esima edizione è stata presentata da un Ricky Gervais succinto (mi aspettavo un monologo un po’ più corposo in apertura), ma decisamente al vetriolo.
Ecco di seguito i vincitori in campo televisivo:


Miglior serie (drama): Boardwalk Empire

Miglior serie (musical o commedia): Glee

Miglior miniserie o film per la TV: Carlos

Miglior attore (drama): Steve Buscemi, Boardwalk Empire

Miglior attrice (drama): Katey Sagal, Sons of Anarchy

Miglior attore (musical o commedia): Jim Parsons, The Big Bang Theory

Miglior attrice (musical o commedia): Laura Linney, The Big C

Miglior attore (miniserie o film per la TV): You don’t know Jack

Miglior attrice (miniserie o film per la TV): Claire Danes, Temple Grandin

Miglior attore non protagonista (serie, miniserie o film per la TV): Chris Colfer, Glee

Miglior attrice non protagonista (serie, miniserie o film per la TV): Jane Lynch, Glee


In campo di cinema hanno vinto: The Social Network, che ha portato a casa la statuina per il miglior film drammatico e per la sceneggiatura di Aaron Sorkin, vecchia conoscenza televisiva (The West Wing, Sportsnight, Studio 60 on the Sunset Strip), per la regia (David Fincher), e per la colonna sonora (Trent Reznor e Atticus Ross); The Kids Are All Right, premiato come miglior commedia e miglior attrice in una commedia o musical, Annette Benning; Toy Story 3 (miglior film d’animazione); In a Better World (miglior film in lingua straniera); Colin Firth (miglior attore drammatico on The King’s Speech), Natalie Portman (miglior attrice drammatica in Black Swan), Paul Giaamatti (miglior attore in una commendia o musical in Barney’s Version); Christina Bale e Melissa Leo come miglior attori non protagonisti in The Fighter; “You Haven’t Seen the Last of Me” (miglior canzone originale in Burlesque).


venerdì 14 gennaio 2011

GLEE: un successo in salsa musical



Glee (Italia1, dal 10 gennaio) è uscito dalla penna di Ryan Murphy, che ci ha portato Nip/Tuck e Popular, e lo si potrebbe descrivere come un High School Musical con più humor, più cervello e più problemi esistenziali. È un musical, è un dramma, è una commedia.

Un gruppo di ragazzi di liceo, per la maggior parte impopolari, fondano un club canoro per esibirsi in numeri musicali. Ci sono Quinn (Dianna Agron), la cheerleader caduta dal piedistallo perché rimasta incinta; Rachel (Lea Michele) che ha le stelle del successo negli occhi da quando è nata; Finn (Cory Monteith) che è un giocatore di football che ha tanta passione per il canto da superare le prese in giro dei compagni; Artie (Kevin McHale) che è sulla sedia a rotelle; Kurt (Chris Colfer), un ragazzo gay che vive solo con il padre dopo la scomparsa della madre; Mercedes (Amber Riley), che è abbondante di peso, ma altrettanto abbondante nella sua magnifica voce nera; Puck (Mark Salling), un piacente teppistello; Tina (Jenna Ushkowitz), l’orientale con la balbuzie, Santana (Naya Rivera), Brittany (Heather Morris)...

A stimolarli e guidarli è Will Schuester detto Mr. Shue (Matthew Morrison), un insegnante di liceo, sottopagato e scoraggiato, che è tentato di lasciare il lavoro che sente come una vocazione per trovare qualcosa di più redditizio, ma che alla fine entusiasmato dall’idea decide di rimanere e cerca di motivare i propri studenti e a far loro trovare gioia nella vita attraverso questa attività. “Glee” in inglese significa proprio gioia e i “glee club” sono compagnie di canto corale. Sul lato familiare Will ha una moglie (interpretata da Jessalyn Gilsig) con cui apparentemente, ma solo apparentemente, fila tutto liscio. Fanno quello che socialmente è richiesto, ma non c’è cuore. Mentre a scuola una timida consulente, Emma (Jayma Mays, Ugly Betty) è genuinamente innamorata di lui. Nei ragazzi c’è la passione, ma lo humor arriva dagli insegnanti, dal preside, e dalla magnificamente coriacea allenatrice delle cheerleader Sue (una fantastica Jane Lynch, The L Word, Party Down). La serie usa i cliché magari, ma lo fa con la piccola consapevolezza che lo diventano per un motivo e che ci sono persone dietro quei cliché. Arguto e dolce, amaro e ottimista. Intimamente è una classica storia di riscatto dei “perdenti” (dei “loser”, indicati con la lettera elle fatta con indice e pollice, come è comune in America). Un grande successo pieno di numeri musicali.

giovedì 6 gennaio 2011

PEOPLE'S CHOICE AWARDS 2011: il pubblico premia il dottor HOUSE



Ieri sera (5 gennaio) si sono tenuti negli USA i People’s Choice Awards, una specie di Telegatti, nel senso che sono premi di popolarità dati dal pubblico, attribuiti i tre categorie (cinema, televisione e musica). Ecco di seguito i vincitori della trentasettesima edizione in campo di televisione: 


Serie TV preferita (drammatica): House
Attore drammatico preferito: Hugh Laurie (House)
Attrice drammatica preferita: Lisa Edelstein (House)
Serie TV preferita (commedia): Glee
Attore comico preferito: Neil Patrick Harris (E alla fine arriva mamma)
Attrice comica preferita: Jane Lynch (Glee)
Programma di competizione preferito: American Idol
Crime-drama preferito: Lie to me
Personaggio TV che combatte il crimine preferito: Tim Roth (Lie to me)
Programma di fantascienza/fantasy preferito: Fringe
Conduttore di talk show preferito: Conan O’Brien
Ossessione TV preferita: Dexter
Piacere colpevole TV preferito: A spasso con i Kardashian
Guest star TV preferita: Demi Lovato (Grey’s Anatomy)
Medico TV preferito: Hugh Laurie (House)
Famiglia TV preferita: I Simpson
Film per la TV adatto alla famiglia preferito: Camp Rock 2: the Final Jam 
Chef TV preferito: Rachel Ray
Nuovo telefilm drammatico preferito: Hawaii Five-0
Nuovo telefilm comico preferito: $#*! My Dad Says

lunedì 22 novembre 2010

AMA Awards: il grande vincitore è Justin Bieber


Il grande vincitore degli AMA, gli American Music Awards, andati in onda ieri sulla ABC, dal Nokia Theatre di Los Angeles, è stato l’idolo degli adolescenti e pre-adolescenti, il sedicenne Justin Bieber.
Sotto, tutti i premiati:

Album Preferito - Soul/R&B: Usher, "Raymond v. Raymond"
Album Preferito - Country: Carrie Underwood, "Play On"
Album Preferito - Pop/Rock : Justin Bieber, "My World 2.0"
Album Preferito - Rap/Hip-Hop: Eminem, "Recovery"
Album Preferito – colonne sonore: "Glee: The Music, Volume 3 Showstoppers"

Band Preferita, Duo o Gruppo - Pop/Rock: The Black Eyed Peas
Band preferita, Duo o Gruppo – Country: Lady Antebellum

Artista rivelazione dell’anno: Justin Bieber
Artista dell’anno: Justin Bieber

Artista maschile preferito – Pop/Rock: Justin Bieber
Artista maschile preferito – Soul/R&B: Usher
Artista maschile preferito – Rap/Hip-Hop: Eminem
Artista maschile preferito – Country: Brad Paisley

Artista femminile preferita – Country: Taylor Swift
Artista femminile preferita – Pop/Rock: Lady Gaga 
Artista preferita – Latina: Shakira
Artista preferita – Soul/R&B: Rihanna
Artista preferita – Alternative Rock: Muse
Artista preferito – Adulta contemporanea: Michael Buble
Artista preferito – Inspirational contemporaneo: MercyMe

 

lunedì 18 ottobre 2010

HELLCATS: scadente con brio


È basato sul libro Cheer! Inside the Secret World of College Cheerleaders di Kate Torgovnick il nuovo telefilm (ha debuttato l’8 settembre 2010) della CW intitolato Hellcats. Marti (Aly Michalka), una ragazza che al liceo faceva la ginnasta, all’università si concentra completamente sullo studio della giurisprudenza perché vuole un futuro diverso. C’è la crisi, i soldi scarseggiano, le bollette si accumulano e la madre, che lavora come cameriera nel bar del campus e ha un passato dalla bottiglia facile non le è di aiuto – la sempre fantastica Gail O’Grady nel ruolo di Wanda Perkins, in una situazione che fa pensare a un Friday Night Lights dei poveri. Se non trova presto i soldi per pagarsi l’università viene buttata fuori. Per questa ragione fa un provino per entrare a far parte delle Hellcats del titolo, la squadra di cheerleader della sua scuola. Diventando una ragazza pom-pon infatti può ottenere una borsa di studio. Lo passa, anche grazie al voto positivo di Savannah (la Ashley Tisdale di High School Musical, al cui personaggio in originale si fa un rapido riferimento linguistico), leader del gruppo, con il quale ora Marti deve dividere anche camere e spogliatoi.

Sarà che le mie aspettative erano veramente molto, molto basse, ma non mi è dispiaciuto questo telefilm. Ci sono le solite appena passabili storielle di rivalità, amicizia adolescenziale e piccoli amori, ma non è più terrificante di tanti altri telefilm su questo principio (penso a Make it or break it, con un pizzico del ben più qualitativamente interessante Glee). E’ stato criticato il casting che mi pare magari non eccellente, ma dignitoso. E non mi pare nemmeno che le puntate siano solo balletti in stile video musicale, per quanto ne costituiscano una bella fetta, e tanto meno che abbiano ammiccamenti a toni da porno soft – la malizia forse in quel caso stava in chi ha fatto quell’osservazione. Anche pensando direttamente alla critica durante la visione, non l’ho condivisa. Anzi, ho apprezzato mostrassero un’eroina disposta a lavorar sodo per pagarsi gli studi e migliorare la propria vita. Il motto con cui si allenano anche è positivo: ‘energia, esecuzione, eccellenza’. Forse, nella valutazione della serie, è anche questione di aspettative appunto.

Memorabile, e quello sì mi ha fatto ridere di gusto, è stata la battuta-riferimento a Heroes nel pilot. La frase topica di Heroes era “Salva la cheerleader, salva il mondo”, qui è stata girata in “Salva le cheerleader, salva la borsa di studio”. In questo senso, anche quando il telefilm suona come una soap-opera scadente e ha passaggi di trama troppo smaccati, dimostra un certo gusto per il riferimento intertestuale pop, come la ragazza che per riferirsi all’amicizia fra due amici gli dice che erano “tutti Judd Apatow l’uno per l’altro” (1.03) o il professore di diritto (un Gale Harold in forma smagliante dopo il rovinoso incidente stradale che lo ha lungamente allettato mentre era nel cast di Desperate Housewives) che assegna un caso fittizio ai suoi studenti, il  Kobayashi Maru, che è un noto riferimento a Star Trek e a ciò che ha fatto il capitano Kirk per risolvere la situazione nel test che porta quel nome (1.03). Una parte del focus narrativo è concentrato nel ribadire la legittimità sportiva di un’attività fisica che molti sminuiscono, ricordando che ci sono stati nomi noti che si sono dedicati a questa attività (uno per tutti l’ex-presidente americano George W. Bush), mostrando questa necessità dello sforzo per il riconoscimento da parte della squadra, e utilizzando diciture che hanno una grande forza meta-testuale. Un esempio è la frase “La percezione è la realtà”, pronunciata dal suddetto professore di diritto. Lui la riferisce ai casi legali che gli studenti devono affrontare, ma è chiaro che può essere applicata alle vicende delle Hellcats che si trovano prive di fondi perché la squadra di pallavolo ha fatto causa alla scola per averli loro in quanto “ vero e proprio sport”, così come può essere applicata alla serie in quanto tentativo di “difendere la causa” delle cheerleader. Perché a conoscerlo bene, è chiaro che è uno sport. Non manca nemmeno un tropo del genere: l’atleta che sotto pressione, per motivi vari, in questo caso un infortunio, decide di ricorrere a un aiutino farmacologico. Scadente con brio.



mercoledì 6 ottobre 2010

Chris Colfer e altre star della TV ai giovani gay: LE COSE MIGLIORANO



Nelle ultime settimane, negli Stati Uniti, si sono verificati molti suicidi di adolescenti gay che si sono tolti la vita in seguito a episodi di bullismo. La discriminazione sociale e lo stigma portano questi ragazzini a vivere una vita d’inferno e spesso si accompagnano sentimenti di vergogna e odio per se stessi molto forti, con conseguenza irrimediabili. Per questa ragione sono partiti due progetti che vengano in aiuto di questi ragazzi: “It gets better” e “Give a damn”. E sono molte le star televisive che partecipano in prima persona.
“It gets better” (Le cose miglioraro) è una iniziativa di Dan Savage, curatore di una notissima rubrica di consigli sessuali – Savage Love - e autore di numerosi libri. Proprio in quello spazio, lo scorso 23 settembre (se cliccate il link cercate la terza notizia) ha scritto: “Nove su 19 teenager gay fanno esperienza di bullismo e molestie a scuola, ed è 4 volte più probabile che gli adolescenti gay tentino il suicidio. Molti ragazzi LGBT che si ammazzano vivono in aree rurali, extraurbane, e suburbane, luoghi in cui non ci sono organizzazioni gay o servizi per i ragazzi queer.” Parlando di Billy, un quindicenne che si è impiccato nel granaio del nonno, ha aggiunto “Vorrei aver potuto parlare con questo ragazzo per 5 minuti. Vorrei aver potuto dire a Billy che le cose migliorano. Vorrei averglielo detto, per quanto le cose fossero brutte, per quanto isolato e solo fosse, le cose migliorano.” E così ha lanciato un canale su YouTube, il “ It gets better project”, il “progetto le cose migliorano”, proprio per questo, perché la gente possa dire ai giovani gay là fuori che non hanno nessuno, che le la situazione non è destinata a rimanere così tragica. All’iniziativa si è subito unito il Trevor Project, un’organizzazione che si occupa proprio di crisi e prevenzione del suicidio fra i giovani LGBTQ: gay, lesbiche, bisessuali, transgender, e “Q” che solitamente nella sigla viene inteso come Queer - in italiano si traduce “frocio”, ma il termine, un tempo insultante, è utilizzato in termini positivi e propositivi -, ma che da questa organizzazione è utilizzato anche nel senso di Questioning, ovvero giovani che semplicemente si interrogano sulla propria sessualità. Attraverso il Trevor Project, a questa iniziativa hanno partecipato numerose star della TV (e non solo) che hanno girato un video per dire che le cose migliorano: Jenny McCarthy, Greg Grunberg, Candice Accolla, Ian Somerhalder, Shay Mitchell, Kristin Cavallai, Julie Benz,  Michael Chicklis, Katerina Graham, Rex Lee, Anne Hathaway… Lo stesso ha fatto Chris Colfer (il Kurt di Glee), gay nella vita e nella finzione scenica.  Nel video, che vedete sopra, fa un appello diretto proprio a questi giovani in difficoltà.  Ecco quello che dice, tradotto: 

"Ciao! Sono Chris Colfer. Nell’ultimo paio di settimane, un certo numero di giovani LGBT si sono tragicamente tolti la vita a causa di brutte circostanze dei loro ambienti. Se anche tu, o qualcuno che conosci, state pure avendo un momento duro, è vitale che tu sappia che ci sono persone là fuori a cui importa e che possono aiutare. So che cosa significa essere oggetto di bullismo e derisione ogni singolo giorno. E so che  può sembrare che non ci sia più nessuna possibilità di felicità, ma ti assicuro che c’è un mondo pieno di accettazione e di amore che sta solo aspettando che tu lo trovi. Perciò, per piacere, prima di intraprendere un’azione drastica che potrebbe essere la tua ultima, chiama il Trevor Project. Sappi che hai amici, che sei amato e che non sei solo. E sappi che nonostante un momento tanto difficile c’è tanto che ti attende. E aspetto condividerlo con te. Ti assicuro che le cose migliorano molto. Grazie."

Give a Damn” (A noi "frega qualcosa”) è invece una Campagna per chiunque voglia dire che non è vero che a noi non frega niente, a noi frega dell’equaglianza dei gay, laschiche, bisessuali, e transessuali. La missione, secondo quanto indicato sulla pagina facebook è  di “far sì che tutti, soprattutto gli eterosessuali, si informino, siano coinvolti”. Anche qui, sono state molte le star della TV (e non solo) a offrire il proprio volto in video per dire che “ci frega qualcosa”.