domenica 15 febbraio 2026

HEATED RIVALRY: godibilissimo fenomeno

È il fenomeno televisivo del momento, diventata improvvisamente e inaspettatamente tale, la serie televisiva canadese Heated Rivalry (Crave, distribuita da HBO Max), adattamento televisivo dell’omonimo romanzo di Rachel Reid, secondo volume della serie “Game Changers” da parte di Jacob Tierny, che è sceneggiatore e regista. Lo è diventato così tanto che la sua quinta puntata delle sei totali, "I'll Believe in Anything", negli USA è stata nel 2025 l’episodio di serie TV più visto dell’anno e, cosa ben più sorprendente, ha ottenuto un punteggio perfetto di 10/10 su IMDb alla pari con  ‘Ozymandias’ di Breaking Bad che deteneva il record. Quest’ultimo ha migliaia di voti in più, ma ha avuto più di un decennio per raggiungerli. Di più ancora, è diventato un fenomeno culturale, virale nel mainstream. Non una cosa così comune per una love story gay.

LIEVI SPOILER

In breve, è la storia di sesso e d’amore fra due giocatori di hockey rivali. Shane Hollander (Hudson Williams) è il capitano asiatico-canadese dei Montreal Metros, e ha genitori presenti e che gli vogliono bene, il padre David (Dylan Walsh, Nip/Tuck) e la madre Yuna (Christina Chang, The Good Doctor) che è la sua manager e che gli ricorda di indossare le scarpe da ginnastica di marca quando non ha i pattini perché gli sponsor significano denaro e di essere un esempio per i giovanissimi che non hanno molti modelli di ruolo a cui ispirarsi. Ilya Grigoryevich Rozanov (Connor Storrie) è un russo nato a Mosca (ma l’attore è in realtà americano) che come giocatore di hockey è il capitano dei Boston Raiders. È orfano di madre dall’età di 12 anni, più taciturno e ombroso. Il padre, che lo pungola perché non sia un disonore per la grande madre Russia, è all’antica e ha problemi di demenza, mentre il fratello poliziotto non fa che spillargli denaro che sperpera in droga. Shane e Ilya sono rivali sul campo dello stadio di ghiaccio e per il grande pubblico e tutti quelli che sono loro vicino non si sono nemmeno simpatici, ma in realtà cominciano all’insaputa di tutti una torrida storia sessuale che diventa amore, nei loro incontri nel corso di una decina d’anni. Sono costretti a vedersi a intermittenza, ora in una città ora nell’altra del mondo, a seconda di dove li portano le partite delle rispettive squadre. Il loro desiderio di stare insieme cresce progressivamente: Shane pensa che in fondo potrebbe anche essere accettato come gay, anche se lui stesso ci mette un po’ a rendersi conto di esserlo, a dispetto della propria relazione intima con Rozanov – quest’ultimo gli ride ragionevolmente in faccia quando, molto in là nella loro storia, gli dice “penso di essere gay”. E lo capisce interamente forse prima di lui Rose Landry (Sophie Nélisse), una famosa attrice con cui esce. Rozanov bisessuale che fa occasionalmente sesso con l’amica Svetlana (Ksenia Daniela Kharlamova), sa che nella Russia attuale fare coming out significherebbe non poter più tornare nella sua amata patria.

Che si tratti di una storia rosa è esplicito: lo sport è una mera cornice. È chiaro fin dall’inizio che l’elemento chiave è l’attrazione, e desiderio fisico. La telecamera indugia su dettagli dei loro corpi, sui loro occhi che osservano il corpo del rivale (al primo allenamento insieme, quando sono nudi sotto le docce uno vicino all’altro…). Se prima arriva il sesso e poi il sentimento, capovolgendo un po’ quello che solitamente avviene nelle storie d’amore, e loro vengono mostrati nudi, in realtà non si vede di più di quanto non siamo abituati con qualunque storia sessuale etero. Quando Roz si masturba davanti a Hollander ad esempio, lo capiamo, ma noi non vediamo nulla – non è Queer As Folk. Salvo il lato B, vediamo più con gli occhi dell’immaginazione che altro.

E il sesso non è solo sesso, nel senso che aiuta a costruire il loro rapporto, che per lungo tempo non può avere che quella come valvola di sfogo. Ilya ha molta più esperienza ed è attento anche a chiedere più volte al compagno se quello che fa va bene, nel corso del rapporto sessuale (1.02). Scrive bene Faith Hill in The Atlantic quando dice  che Heated Rivalry “conosce il valore delle scene di sesso ben fatte, non per il brivido, le risate o gli istantanee di un momento fugace, ma per illustrare come si sviluppa la relazione tra i personaggi, tocco dopo tocco, nel corso del tempo. Prende sul serio il sesso in un'epoca in cui pochi programmi lo fanno.” E continua dicendo: “Una scena di sesso esplicita può fornire una grande quantità di informazioni su due personaggi e sulle dinamiche che intercorrono tra loro.” Molto poi cambia fra un incontro e l’altro.

Se l’attrazione è istantanea, i sentimenti e che cosa farne, hanno bisogno di tempo per costruirsi e maturare. Si è sempre focalizzati su di loro – anche quando ci sono le domande dei giornalisti in un dopopartita, questi non si vedono affatto, sono solo voci, la telecamera è solo sui i loro volti e da dietro sui loro piedi che ci toccano occasionalmente sotto il tavolo. In una scena (1.04) si vedono in un club-discoteca e ciascuno dei due è con una donna -  ballano sulla musica delle TATU, prima cantata da loro, poi da un uomo (e questo meriterebbe un apposito discorso a parte): i loro sguardi sono calamitati l’uno verso l’altro.  Quando sono insieme non c’è nessun altro in realtà. Si crea un rapporto giocoso in cui Ilya stuzzica molto il suo innamorato definendolo noioso (non se ne fa menzione specifica peraltro, ma online si dice che il personaggio sia autistico), si gioca anche con il sexting con i messaggi sul cellulare – memorizzati l’uno sul telefono dell’altro con un nome da ragazza, Jane e Lily - a volte scritti e poi cancellati, che rivelano in modo molto attuale i pensieri che non sanno come ammettere o che non vogliono rivelare.  

SPOILER SIGNIFICATIVI IN SEGUITO

Nonostante la tristezza del motivo che non consente loro di stare apertamente insieme, a carburare la storia c’è la segretezza della relazione, c’è un ostacolo credibile. Sono osteggiati dal destino, non c’è fascino della relazione proibita però, quanto la paura del rischio di venire scoperti, e la pressione a trovare ragazze – Hollander ha un compagno di squadra e miglior amico Hayden Pike (Callan Potter) che sforna figli e vuole che lui faccia lo stesso…C’è la sofferenza del non poter essere se stessi. La famosa quinta puntata ha due momenti spettacolosi. Uno è proprio in questo senso, ovvero nella realizzazione che forse c’è un modo per stare insieme senza vergogna. La terza puntata introduce due altri personaggi, che sono protagonisti del primo libro, Scott Hunter (François Arnaud) capitano dei New York Admirals, e Christopher "Kip" Grady (Robbie G.K.), un barista. Il primo conosce il secondo quando si reca al suo locale per uno smoothie: si innamorano e iniziano una storia, ma lo sportivo non se la sente di uscire allo scoperto per timore che lo penalizzi professionalmente. Ha perso i genitori. allenatori di hockey di atleti junior, quando era piccolo e grazie a una borsa di studio e grazie all’amore per lo sport ce l’ha fatta: gli ha dato una famiglia, un’intera vita, non è disposta a perderla. È onesto, umano, realistico. Ecco che alla fine della quinta puntata finalmente trova il coraggio e al momento della vincita dell’agognata coppa, Scott chiama in mezzo al campo Kip e lo bacia davanti alla folla che applaude. In questo momento epico, di vittoria su tutti i fronti, la telecamera ci mostra le reazioni sorprese e quasi esaltate di Shane e Ilya: il coraggio di un collega apre loro un mondo. Magnifico. E allo stesso modo, il coraggio di una serie come questa, in un  contesto di mascolinità tradizionale così marcato, apre spiragli nelle vite di altri. Questa è la forza di questo genere di rappresentazioni. Certo, saranno viste soprattutto da gay e da donne etero– le madri e le figlie, come scherzano i due attori presentando i Golden Globe, ma cambiano la percezione generale. 

La rappresentazione conta. Come commenta Muchmuchspectrum, si ridefinisce la mascolinità per queste ultime generazioni: Questo è soft power in tempo reale: niente discorsi, niente "episodi speciali", solo due uomini innamorati che si scusano, combinano pasticci, comunicano, stanno abbracciati a cucchiaio, vincono campionati sportivi e dimostrano che la mascolinità può essere tenera e forte senza che nessuno debba "giustificarlo". E niente drammi o tragedie, ma tensione attrattiva, tenerezza, gioia, intimità e vulnerabilità, dolcezza anche.

Concordo con chi ci avrebbe voluto un maggiore sviluppo dei personaggi, ma un altro punto forte è quello linguistico. Giocano con la terminologia, con il fatto che non parlano tutti l’inglese come prima lingua e si presta a giocarci su. E nella famosa 1.05 ad un certo punto Ilya ammette che l’inglese è troppo difficile per lui in quel momento specifico, così emotivamente coinvolgente. Su invito dell’altro parla allora in russo al telefono e confessa tutto a Shane che non capisce, con musica classica sotto. Noi siamo spettatori onniscienti però, capiamo. Ed è romantico e molto toccante.

Godibilissimo.  


Nessun commento:

Posta un commento