domenica 21 dicembre 2014

I migliori programmi TV del 2014 per THE HOLLYWOOD REPORTER - parte seconda


Tim Goodman, critico televisivo dell’Hollywood Reporter, dopo una prima lista di migliori programmi del 2014 in generale ne ha stesa una di soli programmi in onda sui network. Puntando ad un pubblico più “vasto”, intento ed esecuzione sono diversi. Tendono spesso ad essere ignorati nelle premiazioni, ma ci sono anche lì programmi degni di nota. Lui segnala i seguenti:

1.       Jane the Virgin

2.      Brooklyn Nine-Nine

3.      The Roosevelts

4.      Parks and Recreations

5.       The Good Wife

6.      The Flash

7.       The Goldbergs

8.      Bob’s Burgers

9.      Elementary

10.   Hannibal

11.    Person of Interest

12.   The Blacklist

13.   Black-ish

14.   Moden Family

15.    The Mindy Project

16.   New Girl

17.    Sleepy Hollow

venerdì 19 dicembre 2014

I migliori programmi TV del 2014 per THE HOLLYWOOD REPORTER - parte prima

 
Il critico televisivo dell’Hollywood Reporter, Tim Goodman, ritiene che sia importante fare liste di fine anno dando luce al meglio del piccolo schermo (spiega il perché e per come qui), e ormai da anni è adamantino nel ribadire che non ha più senso, nella miriade di offerte del panorama televisivo contemporaneo, limitare le proprie scelte a 10. Esordisce infatti il proprio pezzo dicendo “10 è storia. Benvenuti nella realtà”. E quest’anno fa due liste almeno. Nella prima, che trovate sotto, ci sono ben 31 programmi. In una seconda, ancora da pubblicare, selezionerà i migliori programmi dei network, che sono tenuti a seguire regole diverse e perciò meritano un’attenzione diversa.
Ecco gli scelti nella prima lista:
  1. Fargo
  2. The Americans
  3. True Detective
  4. Mad Men
  5. The Honorable Woman
  6. Louie
  7. Orange is the New Black
  8. Trasparent
  9. Game of Thrones
  10. The Walking Dead
  11. The Leftovers
  12. Orphan Black
  13. Jane the Virgin
  14. Veep
  15. Brooklyn Nine-Nine
  16. Last Week Tonight with John Oliver
  17. Silicon Valley
  18. The Missing
  19. Key and Peele
  20. Review
  21. Rectify
  22. The Knick
  23. Outlander
  24. The Game
  25. Girls
  26. Penny Dreadful
  27. Archer
  28. Olive Kitteridge
  29.  Parks and Recreations
  30. Masters of Sex
  31. Broad City

martedì 16 dicembre 2014

In arrivo CUCUMBER e BANANA, dalla penna di Russell T. Davies

 
Per l’inizio del 2015 sono in arrivo due serie di Russell T. Davies (Doctor Who), l’autore di Queer As Folk che, a distanza di 16 anni dal programma-icona che lo ha reso celebre, torna ad esaminare la vita gay. Si tratta di Cucumber e di Banana che, cosa molto originale, saranno due serie separate, ma interconnese fra loro che mostrano gli eventi dalla prospettiva di due diverse generazioni. L’ambientazione è quella urbana di Manchester, nel Regno Unito. Per il progetto sono scesi in pista Logo TV e BBC Worldwide North America.
Cucumber  (8 episodi) dura un’ora e ha come protagonista Henry Best e il suo ragazzo da nove anni Lance Sullivan di cui si narrano vita e disavventure.  
Banana dura mezz’ora e segue le vicende e le storie d’amore di personaggi più giovani che orbitano intorno al mondo di Henry.
Alle due serie è associato un terzo programma che ne trae ispirazione ed è un programma web di vite vissute di gente comune, intitolato Tofu.
L’idea per i titoli, dice l’autore a The Indipendent, gli è venuta da un effettivo studio scientifico sull’erezione, che le divide, in base alla durezza, in quattro categorie, da molle a duro: uno, tofu; due, banana sbucciata; tre, banana; quattro, cetriolo. In quel momento ha realizzato di avere pronto un drama.
Dice Davies all’Hollywood Reporter: “In entrambe le serie esploriamo storie gay, lesbiche, bisessuali e  trans gender, così come l’amore al di là delle etichette – questo è 50 sfumature di gay, e oltre!”.
Storie “divertenti, incisive e molto umane”, promette Stephen Friedman, presidente di Logo ed MTV. A conoscere Davies, c’è da crederci.

lunedì 15 dicembre 2014

GOLDEN GLOBE 2015: le nomination


Sono uscite le nomination ai Golden Globe, premi della stampa straniera presente ad Hollywood, che non solo sono prestigiosi, ma che di solito sono considerati una specie di anteprima degli Oscar e degli Emmy.

La lista completa, con anche i nominati per il cinema, la trovate qui.
Sotto chi è in lizza nelle categorie televisive:
Miglior serie TV – drama
The Affair
Downton Abbey
Game of Thrones
The Good Wife
House of Cards
 
 
Miglior serie TV – comedy
Girls
Jane the Virgin
Orange is the New Black
Silicon Valley
Transparent
 
 
Miglior TV Movie o Miniserie
Fargo
The Missing
The Normal Heart
Olive Kitteridge
True Detective
 
 
Miglior performance di un’attrice in TV – drama
Claire Danes (Homeland)
Viola Davis (How to Get Away with Murder)
Julianna Margulies (The Good Wife)
Ruth Wilson (The Affair)
Robin Wright (House of Cards)
 
 
Miglior performance di un attore in TV – drama
Clive Owen (The Knick)
Liev Schreiber (Ray Donovan)
Kevin Spacey (House of Cards)
James Spader (The Blacklist)
Dominic West (The Affair)
 
 
Miglior performance di un’attrice in TV – comedy
Lena Dunham (Girls)
Edie Falco (Nurse Jackie)
Julia Louis-Dreyfus (Veep)
Gina Rodriguez (Jane the Virgin)
Taylor Shilling (Orange is the New Black)
 
 
Miglior performance di un attore in TV – comedy
Louis C.K. (Louie)
Don Cheadle (House of Cards)
Ricky Gervais (Derek)
William H. Macy (Shameless)
Jeffrey Tambor (Transparent)
 

Miglior performance di un’attrice in una miniserie o TV Movie
Maggie Gyllenhaal (The Honorable Woman)
Jessica Lange (American Horror Story)
Frances McDormand (Olive Kitteridge)
Frances O’Connor (The Missing)
Allison Tolman (Fargo)


Miglior performance di un attore in una miniserie o TV Movie
Martin Freeman (Fargo)
Woodey Herrelson (True Detective)
Matthew McConaughey (True Detective)
Mark Ruffalo (The Normal Heart)
Billy Bob Thornton (Fargo)

Miglior performance di un’attrice non protagonista in TV
Uzo Aduba (Orange is the New Black)
Kathy Bates (American Horror Story)
Joanne Froggatt (Downton Abbey)
Allison Janney (Mom)
Michelle Monaghan (True Detective)

Miglior performance di un attore non protagonista in TV
Matt Bomer (The Normal Heart)
Alan Cumming (The Good Wife)
Colin Hanks (Fargo)
Bill Murray (Olive Kitteridge)
Jon Voight (Ray Donovan)

sabato 13 dicembre 2014

TV 2014: le migliori nuove serie

 
Scegliere le migliori serie dell'anno per me è sempre un'impresa, perché sono spesso indietro nella visione. Mi ritrovo in un po' tutte le liste che ho letto, in linea di massima, e proprio dovessi scegliere una e una sola serie come migliore per quest'anno, fra quelle che ormai ci accompagnano da tempo, metterei sul podio The Good Wife, che sta avendo un periodo spettacoloso. Mi sento sempre in dovere di rimarcare che non avevo valutato un granché questa serie in origine proprio perché rimango sempre a bocca aperta di quanto sia potente e di quanto sia cresciuta: apparentemente semplice, è in realtà intricata e complessa, narrativamente e umanamente.

Se preferisco non fare una lista di migliori programmi, mi piace però scegliere le migliori nuove serie dell'anno, almeno secondo per me.
 
Sono:

TRANSPARENT: questo drama-comedy ideato da Jill Soloway, e distribuito da Amazon, ha come protagonista principale un professore di scienze politiche ormai anziano, Mort, da tempo separato dalla moglie, che decide di fare coming out come transgender e di mostrarsi ora come una donna, Maura, ai suoi tre figli ormai adulti le cui vicende pure seguiamo. Non solo tratta un tema originale e socialmente attuale, ma è una pungente riflessione sull’identità e sulla percezione di noi stessi in paragone a come gli altri ci percepiscono dall’esterno. Ancora non vi ho dedicato un post apposito, ma conto di farlo. Tutto il cast è superbo, in primis Jeffrey Tambor (Mort/Maura). Facilmente questa potrebbe essere la migliore fra le serie dell’anno, in assoluto, nuove o vecchie che siano, punto.  
 
SILICON VALLEY: un specie di The Big Bang Theory come la farebbe la HBO con una spruzzata di Beavis and Butthead, Silicon Valley racconta la nascita di un algoritmo di compressione musicale, denominato Pied Piper (Pifferaio Magico), ad opera di un gruppo di programmatori di computer tanto geeky quanto di talento, che lavorano insieme in una start-up  e vivono insieme. La sit-com, esilarante con intelligenza e un pizzico di tenerezza, racconta della lotta fra loro e le grandi corporazioni della tecnologia informatica. Tutto il cast è eccellente, ma i boss dei rivali Gavin Belson e Peter Gregory, interpretati da Matt Ross (Big Love) e da Christophen Evan Welch (Rubicon), prematuramente scomparso poco più di un anno  fa, sono da annali. Sotto i riflettori c’è anche la definizione di mascolinità. In più, a quanto dicono, per chi è in grado di coglierli, ci sono un sacco di riferimenti alla realtà della vera Silicon Valley. 

THE LEFTOVERS: questa serie è uno straziante grido di dolore.  So che indicarla fra le migliori dell'anno sarà una scelta impopolare. Molti non sono stati convinti dal progetto Perrotta/Lindelof. Tanti hanno detto di aver avuto difficoltà a capirlo. Ne prendo atto, ma io non ho avuto questa esperienza. Ci sono dei momenti onirici alla Lost, è vero, che magari possono disorientare, ma non è come se fosse il re-make de Il Prigioniero. Non è certo un feel-good drama, questo è sicuro; non è una botta di vita. Detto questo, l'ho trovata davvero eccellente. Mi è piaciuto anche come ha calibrato l'equilibrio fra le puntate singole, che in qualche caso erano autoconclusive quasi, e l'arco di stagione. Intenso, potente, e con molta risonanza nella vita di ciascuno, credo. Per il resto, la mia recensione la trovate qui.

 
Una menzione onorevole spetta a:
 
TRUE DETECTIVE: con i pregi e i difetti che ho riscontrato quando ne ho parlato qui, ha dato nuova vita al poliziesco antologico, diventando istantaneamente un nuovo classico.
 
FARGO: questa serie antologica è costruita benissimo, per tono in equilibrio fra tragedia e ironia, fra piccinerie umane, pavidità e guizzi di umorismo nero, per ambientazione atmosferica e per recitazione: la poliziotta Molly ( Allison Tolman), l’uxoricida Lester (Martin Freeman), il padre single Gus (Colin Hanks), il killer Malvo (Billy Bob Thornton)… Il motivo che non me la fa amare di cuore, pur apprezzandola di testa, è un mio limite: non amo troppo le serie gialle e i polizieschi, in generale, non importa quanto bene siano fatte. Diversamente credo che sarebbe ai primissimi posti nelle mie preferenze.
 
THE AFFAIR: ne ho parlato prima del debutto qui. Devo ammettere che mi ha delusa, mi aspettavo qualcosa di più, forse di diverso semplicemente. Nonostante ciò rimane una serie davvero buona. Una relazione extraconiugale è la scusa per indagare la vita persone e familiare di due persone, e per riflettere su come ci percepiamo e sul modo in cui ricordiamo gli eventi.
 
BLACK-ISH: è dai tempi dei I Robinson che una famiglia nera sul piccolo schermo non convinceva tanto, sia sul fronte degli adulti che su quello dei talentuosi bambini. La parte del leone la fa il padre, Andre “Dre” Johnson (Anthony Anderson). Purtroppo la sit-com mi ha irritato in più di qualche caso per le battute sul gender, in cui l'ho trovata francamente insultante, e tragicamente sessista. E anche in altri aspetti valoriali sono rimasta ben poco impressionata (sculacciare il proprio figlio o prenderlo a cinghiate sono due cose diverse, ad esempio per me, ma apparentemente non per gli autori). Se faccio passare queste cose, devo dire che la sit-com è divertente e anche moderatamente innovativa da un punto di vista stilistico. Sì prospetta come la nuova Modern Family
 
PENNY DREADFUL: ne ho parlato qui. Una serie gotico-letterio-intellettuale che dà nuova linfa a personaggi classici dell’immaginario condiviso.  

giovedì 11 dicembre 2014

I migliori programmi del 2014 secondo TV GUIDE

 
TV Guide ha scelto una lista di 20 programmi come migliori del 2014.
Eccoli:
1.       Hannibal
2.      Transparent
3.      True Detective
4.      Fargo
5.       Veep
6.      The Affair
7.       Louie
8.      Orange is the New Black
9.      The Good Wife
10.    Mad Men
11.     Game of Thrones
12.    The Knick
13.    Parenthood
14.    Jane the virgin
15.     Silicon Valley
16.    Homeland
17.     Bojack Horseman
18.    The Walking Dead
19.    RuPaul’s Drag Race
20.   How to get away with murder

martedì 9 dicembre 2014

I migliori programmi del 2014 secondo ENTERTAINMENT WEEKLY

 
I due critici televisivi “in carica” a Entertainment Weekly quest’anno non hanno fatto due liste separate sui migliori programmi TV, come erano soliti fare negli anni passati, ma hanno deciso di unire le forze, per così dire, e proporne una unica.
I programmi scelti da Jeff Jensen e Melissa Maerz sono:
1.       Transparent
2.      Rectify
3.      Fargo
4.      Please like me
5.       Louie
6.      Inside Amy Schumer
7.       Mad Men
8.      Game of Thrones
9.      The Good Wife
10.   Hannibal
Come runner-up ci sono:
Doll & Em
Jane the Virgin
Quello su cui proprio non sono riusciti a mettersi d’accordo è stato True Detective, amato da Jensen, disprezzato da Maerz.

lunedì 8 dicembre 2014

L'AFI sceglie i suoi 10 programmi del 2014


L’American Film Institute ha scelto i suoi 10 programmi televisivi più culturalmente e artisticamente significativi dell’anno, e come sempre senza dar loro un ordine particolare di preferenza.

Per il 2014 sono (indicati in ordine alfabetico):

The Americans
Fargo
Game of Thrones
How to get away with murder
Jane the virgin
The Knick
Mad Men
Orange is the New Black
Silicon Valley
Transparent

giovedì 4 dicembre 2014

La migliore TV del 2014 secondo il WASHINGTON POST

Quest’anno è il Washington Post uno dei primi a lanciarsi nell’elenco dei migliori programmi TV dell’anno. Ovviamente come tutti gli elenchi lasciano il tempo che trovano, ma sono comunque interessanti, a mio avviso, perché indirizzano su quello che è considerato il meglio, soprattutto lì dove alcuni titoli ritornano fra lista e lista.
Ecco i migliori del 2014, allora, secondo Hank Stuever (e al link non trovate solo i titoli, ma anche la giustificazione delle scelte):

  1. The Americans
  2. Fargo
  3. Game of Thrones
  4. The Walking Dead
  5. Transparent
  6. The Good Wife
  7. Silicon Valley
  8. Olive Kitteridge
  9. The Roosevelts
  10. Orange is the New Black
Volontariamente è stato lasciato fuori True Detective, mentre sul sito trovate un elenco di altri papabili che non sono entrati nella lista per poco.

mercoledì 26 novembre 2014

HELIX: un Walking Dead dei poveri


Attenzione, spoiler. Helix, la serie di “catastrofismo medico” ideata da Cameron Porsandeh, e con Ronald D. Moore (Battlestar Galactica, Caprica) come produttore esecutivo, ha deluso, dopo un inizio promettente. Avevo postato i primi 15 minuti, che erano stati mostrati in anteprima.
Una squadra di medici dei CDC di Atlanta si reca si una base nell’Artico, dove c’è stata un’inspiegata epidemia virale, per comprenderla e contenerla.   A capo della spedizione c’è il dottor Alan Farragut (Billy Campbell, Once and Again – Ancora una Volta), che è accompagnato dalla dottoressa Julia Walker (Kyra Zagorsky), sua ex-moglie, e da un giovane medico che nasconde di avere un tumore e che è interessata sentimentalmente a lui, la dottoressa Sarah Jordan (Jordan Hayes). La postazione scientifica dove arrivano è guidata dal glaciale e reticente dottor Hiroshi Hataki (Hiroyuki Sanada, Lost), che chiaramente ha condotto esperimenti segreti. Presto ci scappa anche il morto, o meglio la morta, fra l’equipe arrivata ad indagare. Fra i contagiati c’è pure il fratello di Alan, il dottor Peter Farragut (Neil Napier).
Il grosso mistero scientifico alla fine è risultato essere uno studio sperimentale per rendere gli esseri umani immortali, o quasi. In modo piuttosto cheap, a rivelare questa immortalità sono occhi che improvvisamente diventano cerulei. Julia e Hataki fanno parte di questi essere modificati. L’aspetto potenzialmente più interessante era quella più squisitamente medico, e per un motivo specifico. È comune, nelle rappresentazioni di malattia, mostrare in modo visivamente fragoroso la devastazione che porta, come una possessione da parte di corpi estranei, in qualche maniera. Questa spettacolarizzazione di un agente patogeno che ti attacca qui ha fatto un passo oltre, cosa che da un punto di vista concettuale poteva essere molto fertile. I virus qui, di fatto, attaccando gli uomini si “personificano”. A quel punto le persone agiscono come agente infettivo, e si comportavano anche nel rapporto fra sé come, appunto, virus. Se questo aspetto, che si è anche esplicitato, fosse stato più focale, le conseguenze narrative dell’allegoria avrebbero potuto essere brillanti. Il risultato invece  è stato quello di uomini-zombie, in un una sorta di Walking Dead dei poveri.
Nelle sue fondamenta la serie ha evidentemente anche tracciato legami molto radicati da un punto di vista personale, nell’intenzione di creare un reticolo intenso per un maggiore risultato drammatico, ma tutto è rimasto di fatto superficiale, e sarebbe stato meglio forse evitarlo. Quello dei legami familiari è stato un tema forte (anche con una storia di bambini rapiti), ma ha finito per essere ridondante – e poco convincente - , nel svelare in corso di prima stagione che in realtà Hataki è il padre, che lei non sapeva di avere, di Julia. Alcune atmosfere alla Lost, ad esempio, il fatto che Julia trovasse nella base chiari segni di sé da bimba, quando riteneva di non esserci mai stata, alla fine si sono sgonfiate in una rivelazione anticlimatica della più trita delle soap opera.
Ci sono stati anche passaggi intriganti: le prime puntate hanno creato colpi di scena di vera suspense (penso ai falsi positivi e falsi negativi nei test sul contagio), l’inusuale musica  è stata usata con originalità… Il finale di stagione, con Julia che sembra a capo di una corporation in immortali, ha stimolato la curiosità per vedere il prosieguo, in una confermata seconda stagione. La prima però non ha convinto a sufficienza. Io passo.