venerdì 22 ottobre 2010

LIFE UNEXPECTED: provare a essere una famiglia



In Life Unexpected (Rai2, sabato, ore 15.30), ideato da Liz Tigelaar, Lux (Britt Robertson, Swingtown) appena nata è stata data via perché venisse data in adozione, ma per un problema al cuore nessuno l’ha presa e così ha trascorso la vita fra una famiglia affidataria e l’altra, scontenta in tutte e veramente amata in nessuna. È diventata tosta e ha imparato a far affidamento solo su se stessa. Alla vigilia del suo sedicesimo anno spera di riuscire a emanciparsi per vivere con quella che ha sempre considerato la sua famiglia, ovvero un’amica che ha fin dall’infanzia e i rispettivi ragazzi. Così si presenta inaspettatamente ai genitori biologici per chiedere loro la firma sul documento che dovrebbe consentirglielo. Nate “Baze” Bazile (Kristoffer Polaha) nemmeno sapeva di avere una figlia, perché credeva che la ragazza che aveva messo incinta quando erano entrambi liceali avesse preso provvedimenti diversamente: è un trentaduenne mai cresciuto che vive praticamente nel bar che gestisce in una palazzina datagli dal padre, ma passa più il tempo a giocare ai videogiochi che al lavoro.  Cate Cassidy (Shiri Appleby di Roswell) è una famosa conduttrice radiofonica, che Lux ha ascoltato tutta la vita senza sapere che fosse sua madre, che sta per sposarsi con il co-conduttore della sua trasmissione, Ryan (Kerr Smith di Dawson’s Creek). Nell’incontro con Lux però scatta la scintilla e “Baze” e Kate decidono di provare ad essere dei veri genitori per Lux, che viene loro affidata temporaneamente dal tribunale, e tutti insieme decidono di provare a essere una famiglia. La serie è stata accostata a Gilmore Girls – Una mamma per amica, per il fatto di avere figli e genitori così vicini per età, conflitti multi-generazionali e un potenziale triangolo amoroso, fra Cate, Ryan e Baze, ma non ne ha di certo la verve verbale né la qualità. Si incastona un po’ nel filone di Juno e Molto incinta nel ritratto di giovani costretti a crescere per prendersi cura di prole inaspettata. Talvolta è zuccherino e poco realistico, ma allo stesso tempo c’è una certa crudezza. Come ha scritto Cynthia Fuchs su Popmatters, “i legami sono improvvisi, le relazioni superficiali, il dialogo poco sincero”, ma allo stesso tempo questo è ciò che i protagonisti cercano di superare e la serie riesce a conquistarti almeno un po’. Gli ascolti non sono stati fin’ora dei migliori, in madre patria, e per questo si è progettato un cross-over con One Tree Hill. La canzone della sigla, che potete sopra, è Beautiful Tree, di Rain Perry.

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