venerdì 22 aprile 2011

OUR AMERICA with Lisa Ling: serie documentaristica di pregio



È davvero una buona notizia che abbiano rinnovato per una seconda stagione Our America with Lisa Ling, perché è una serie documentaristica davvero pregevole. Da poco andata in onda negli USA su OWN TV, il canale di Oprah Winfrey, tratta argomenti difficili e controversi e lo fa con tatto ed empatia. Spero arrivi prima o poi anche in Italia perché merita davvero.

“L’America, può essere di ispirazione e bellissima, ma anche oscura e brutta. È così tante cose, ma è nostra. È la nostra America”: dice così la sigla del programma che guarda a realtà marginali e spesso dolorose, e mette a fuoco le situazioni dando loro il volto di gente comune, rendendo personali e vissuti i problemi. Nella prima stagione si è guardato alla realtà dei “faith healers” (1.01) i guaritori per mezzo della fede cioè, alle persone transgender (1.02), agli abusanti sessuali (1.03), a quelli che aspirano a “guarire dall’omosessualità” attraverso la preghiera (1.04), alle mogli trovate via catalogo (1.05), a persone che hanno avuto la vita stravolta dall’eroina (1.06).

Lisa Ling non giudica, ma cerca di capire, cerca di cogliere la prospettiva delle persone coinvolte, anche quando cerca di sfidarne le posizioni - “che cosa risponde alle persone che dicono la tal e tal altra cosa?”, sentiamo spesso la giornalista chiedere - e anche quando non è facile mantenersi neutrali e rispettosi. Parlare con un trentenne che ha obbligato due bimbe, una di 6 e una di 10, a fare sesso orale su di lui e, per quanto si sia pentito, cercare di capire il suo punto di vista, non è sicuramente facile. E lo è ancor meno essere la donna che lo ha sposato e che gli sta accanto e che già aveva una bimba di due anni, e con cui ha deciso di avere un altro figlio. Eppure, vederne la prospettiva è umanamente interessante.

Il programma non nasconde i problemi e ci mostra che non dobbiamo nasconderci noi. Capire queste cose, aiuta anche a superare paure, talvolta infondate, ed eventualmente ad affrontarle con maggiori cognizioni di causa. Parlare con una donna che non ha il soldi per pagarsi il trattamento contro il cancro alla vulva e che al posto si affida alla preghiera di un guaritore, o vedere la speranza spezzata per l’ennesima volta di un uomo che, sulla sedia a rotelle, ha sognato che si sarebbe alzato e avrebbe camminato se la sua fede fosse stata assoluta, è emotivamente coinvolgente e la Ling mantiene un distacco tale da permetterle di svolgere bene il proprio lavoro, ma non è un automa, si lascia coinvolgere e ne viene emotivamente provata. Lo lascia trasparire.

La prospettiva è anche spesso multipla: per un abusante, si mostra anche la prospettiva di una abusata; nel raccogliere la testimonianza di persone transgender si parla con donne che vogliono diventare uomini e con uomini che vogliono diventare donne, con bimbi e persone mature, con persone che hanno appena iniziato un percorso di trasformazione e altre che sono già avanti; per un uomo che dice di essere guarito dalla omosessualità attraverso la preghiera si mostra un ragazzo che viene spinto dalla propria fede ad accettare la propria omosessualità – e questa nello specifico è una tematica che è stata ulteriormente approfondita attraverso il sito web, non credendo Lisa Ling, chiaramente che l’omosessualità sia qualcosa da dover curare.

Our America è una visita ai margini della società che, per il modo in cui è realizzata, dilata la comprensione di che cosa significa essere degli esseri umani.




Nessun commento:

Posta un commento